I  colori del cuore

Credit: http://edition.cnn.com/2010/LIVING/02/25/cnnheroes.soriano/index.html

LA SPERANZA DI BIBLIOBURRO

La Colombia è un paese del Sud America. Ha un paesaggio molto eterogeneo e potrebbe vivere di turismo ma l’instabilità politica oltre che diversi conflitti interni lo rendono ostile. Inoltre, come ben noto, la Colombia ha un alto numero di narcotrafficanti che contribuiscono ad aumentare le violenze nel paese. La Colombia perciò è un paese povero e in molte zone del paese i bambini fanno fatica ad andare a scuola figuriamo se possono comprare dei libri da leggere. Tra le storie di violenza e di povertà, c’è anche una storia di speranza. Si chiama “Biblioburro” si tratta di una biblioteca itinerante. Luis Soriano è colui che ha sviluppato questa idea. Luis era sempre stato affascinato dai libri e crescendo aveva compreso il grande potere che essi hanno sull’animo umano, così un giorno, decise di creare una “biblioteca itinerante” con l’intenzione di distribuire libri ai bambini. Alfa e Beto sono i due muli che lo aiutano in questa impresa, nella città di La Gloria. Lo chiamano tutti el profesor per questa sua impresa. All’inizio la biblioteca itinerante contava solo settanta libri, poi, un giorno, Luis sentendo leggere un estratto del libro “La Balada di María Abdala” di Juan Gossaín lo contattò in radio per chiedergli una copia de suo libro. I telespettatori sentendo la richiesta di Luis decisero di aiutarlo. La biblioteca itinerante conta più di cinque mila libri. Luis Soriano non si è fermato qua ma è riuscito ad ottenere un finanziamento per costruire una biblioteca. Biblioburro è una speranza per tutti quei bambini che vivono in condizioni di povertà, è una luce in mezzo al buio. Questa storia dovrebbe farci riflettere perché viviamo in un paese dove è facile reperire un libro eppure è uno dei paesi in cui si legge di meno. È nei paesi più poveri che si sta riscoprendo il valore della lettura e noi, paese industrializzato, dovremmo fare un passo indietro e abbracciare un libro. Dovremmo imparare a restituire dignità alle storie racchiuse tra quelle pagine.

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PARLARE DI LIBRI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Quest’anno che sta per volgere al termine non è stato semplice. Il covid-19 ha scosso il nostro pianeta colpendo tutti paesi del mondo e trasformandosi in una pandemia mondiale. Nessuno ne è immune: giovani e anziani, ricchi e poveri, famosi e non, tutti ne possono essere colpiti. La normalità sembra essere un ricordo lontano. Sui social le bookblogger hanno continuato a parlare di libri eppure ultimamente sto leggendo commenti negativi del tipo: perché parlare di libri? sembra il caso di farlo mentre nel mondo la gente muore? Ecco, la mia risposta è sì, vale la pena di parlare di libri.
Ogni giorno siamo bombardati solo a notizie brutte e tristi, l’argomento principale che occupa i nostri pensieri è il coronavirus e il numero di positivi, il numero di tamponi, l’indice rt. Parlare di libri aiuta la mente a svagarsi, a non focalizzarsi sempre sullo stesso argomento e per un po’ di tempo aiuta a non pensare al coronavirus.
In un momento storico come questo in cui ci è chiesto di restare a casa, di ridurre i contatti sociali un libro è terapeutico. L’uomo è un animale sociale, ha bisogno del contatto con gli altri, di parlare, di uscire ma in questo momento non è possibile. Questa situazione ha aumentato l’insorgere di stati depressivi e io credo che i libri possano aiutare a superare questo momento. Perciò si deve parlare di libri ma soprattutto non è mai tempo sprecato. Un libro ci salva. Un libro ci fa viaggiare. Un libro è come un amico che colma la tua solitudine. Parlate di libri e leggete perché fa bene al cuore e all’anima.