UN NOME PER UN CADAVERE

Buon giorno carissimi lettori del Blog, come state?

Eccoci pronti per parlare anche oggi di libri, per la precisione dei miei libri, dopo aver parlato de Il FANTE DI PICCHE oggi voglio farvi salire sulla macchina del tempo e tornare indietro nel 2008, ossia quando usciva UN NOME PER UN CADAVERE, ossia il mio secondo libro. Cosa stavate facendo in quell'anno? Io ero pronto al mio piccolo grande lancio. Al termine de Il Fante di Picche avevo lasciato il mio numero di telefono chiedendo a tutti i lettori che lo avessero letto di farmi sapere cosa ne avessero pensato, i commenti positivi che ho ricevuto mi hanno spinto appunto nel 2008 ad affidarmi ad un editore e pubblicare il mio libro. Era un passo per me importante non solo perchè dovevo confermarmi (e migliorarmi) rispetto ai miei lettori, ma per la prima volta mi ero affidato ad una casa editrice. Purtroppo, come ho potuto sperimentare inseguito le case editrici a pagamento sono da evitare, e questo è un consiglio che mi sento di darvi. Purtroppo se un editore crede in voi sarà pronto a puntare su di voi, non vi chiederà mai dei soldi per pubblicare il vostro romanzo, chiedendovi invece dei soldi lui si metterà "al sicuro" qualora il vostro libro non vendesse, quindi cosa lo spingerebbe a promuovere il vostro libro? Che credetemi, purtroppo ci sono molte librerie/edicole che fanno di tutto per non farvi vendere il vostro libro. Io di mio ho avuto fortuna di trovare certe librerie che hanno consigliato i miei romanzi, che sovente li mettono pure in vetrina, ma in alcuni posti hanno messo i miei libri in un angolo impolverato della libreria, e questo la trovo una mancanza di professionalità da parte delle librerie. Quindi ricordatevi, se affidate a loro dei libri da vendere, ricordatevi anche di andare a controllare che lo facciano... Ma tornando al nostro discorso, come vi dicevo ero uscito col mio secondo libro, con la speranza che potessi andare avanti in questo mondo che mi piace tanto. Le cose più difficili di questo libro erano state in particolar modo il trovare il castello in cui tutta la storia si sviluppa, perchè se nel primo libro si parlava di una nave in questo mi occorreva un castello. Molti nelle presentazioni mi hanno chiesto come mai, essendo io valdostano, non ho trovato il maniero in Valle d'Aosta, visto che in fatto a castelli ne abbiamo quanti ne vogliamo, ma purtroppo avevo bisogno di determinate caratteristiche (e credetemi, quando hai in mente una storia con determinate caratteristiche faresti prima a costruirti un castello vero piuttosto che cambiare la tua idea di trama...), poi per fortuna ho trovato in Chambord il castello che faceva per me. Da lì quindi l'idea di dare la nazionalità francese al mio detective... Una volta stabilito il DOVE si sarebbe svolto il mio libro mi sono messo all'opera e ho creato questa storia natalizia che comunque consiglio volentieri anche ai più piccolini, perchè come capita nei miei libri anche i più piccoli li possono leggere, tanto che questo romanzo ho avuto occasione di presentarlo anche alle scuole elementari di Chambave (un comune valdostano) che mi ha permesso di aprire ad un'iniziativa che per qualche anno ho seguito e solo il Covid mi ha bloccato, dove andavo a parlare alle scuole per far capire ai ragazzi che la lettura e la scrittura possono essere positività e temi da affrontare con gioia anche nel futuro.

RECENSIONE LIBRO: UN NOME PER UN CADAVERE

AUTORE: VALENTINO MEYNET

PERSONAGGIO PRINCIPALE: David Colburn

PAGINE: 286

TRAMA: Difficile trovare del buon personale, soprattutto una cameriera all'altezza del famoso castello di Chambord. Le caratteristiche richieste sono: abilità, gentilezza e soprattutto disponibilità a lavorare in un castello su cui incombe una maledizione. Dopo venti anni di assoluta calma, la Maledizione torna a colpire le sue vittime sotto forma di sparizioni e omicidi. Poche ore prima di svanire nel nulla la nuova cameriera del castello si presenta a David Colburn, il noto investigatore, dicendo di sentirsi in pericolo e dopo poco una donna viene trovata morta in un parco. Non è che l'inizio di una serie di delitti che si consumeranno all'interno del maniero, almeno fino a quando David Colburn e il suo aiutante Smiley Grant non interverranno. Riusciranno tra un colpo di scena e un altro, a fermare l'ignobile catena di delitti?

QUALCHE INFORMAZIONE SULL' AUTORE: Valentino Meynet è nato ad Aosta nel 1981. Nonostante il suo lavoro di cuoco gli piace sognare e far sognare con le sue storie, per questo dopo Il Fante di Picche ha pubblicato Un Nome per un Cadavere e continua le sue avventure con La Maledizione del Faraone e Morti Parallele.

OPINIONE: Qualcuno dopo aver letto questo libro mi ha detto che è il migliore che ho scritto al momento. La cosa mi ha stupito onestamente perchè sono sicuro che ci sono stati ottimi spunti, sia della trama che della scrittura, che hanno migliorato la storia rispetto al primo libro, d'altronde questo non ho dovuto scriverlo in 15 giorni.., ma a mio avviso è il libro a cui forse sono meno attaccato, anche se non saprei spiegare esattamente perchè. Forse perchè si sa, il primo è sempre il primo e non si scorda mai, forse perchè nel terzo ho messo tra i personaggi una ragazza di cui all'epoca ero innamorato, questo invece è stata una storia che io ho sempre considerato "troppo facile da risolvere", ma che i miei lettori nella maggior parte dei casi invece mi hanno confermato che l'assassino (che poi io parlo al maschile per comodità) non è così facile da scoprire. DI questo libro apprezzo senz'altro l'ambientazione, d'altronde come non innamorarsi di un castello maledetto, anche se adesso, abbinando alla scrittura anche il modellismo (facendo per ogni libro il pezzo del luogo principale alla sua trama) difficilmente avrei puntato su quel castello che è stato difficile da riprodurre, tanto che ho dovuto modificarlo un pò per semplificare il mio lavoro. Soddisfatto comunque che chi ha letto il libro sia rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che ho descritto il castello come se ci fossi andato veramente, invece vi assicuro che è stato tutto per merito degli studi che ho dovuto fare. Prima vi dicevo che sono felice che questo libro venga letto anche dai bambini, devo ammettere che è così per due motivi, il primo perchè è stupendo essere fermato per strada da qualche ragazzino che ha letto il tuo libro e ti fa delle domande, o ti dice che il tuo detective è uno dei suoi eroi preferiti, il secondo motivo è per il discorso natalizio, con questo libro ho voluto rendere anche un omaggio ai sogni che ogni adulto ha perso durante la crescita, il Natale da bambini viene visto come un momento magico, io ho voluto riportare questi momenti e queste atmosfere anche nel libro sperando di potervele fare rivivere, infatti consiglio sempre la lettura di questo libro in quel particolare periodo dell'anno. Un'altra cosa che è piaciuta molto ai miei lettori è stata l'abilità che ho avuto nel costruire, attorno ad una vittima,tutta una serie di personaggi che effettivamente riempiono il libro continuando a guadagnarsi il titolo di possibile colpevole. Quindi come mi ha detto una lettrice un giorno vi do lo stesso consiglio: "State attenti nei libri di Valentino, perchè tutto pare essere in un modo, ma come quasi tutti i pezzi del puzzle sembrano essere messi al loro posto vi salta sempre fuori un pezzo che non trova il suo posto, quindi sarete costretti a distruggere tutto e riiniziare le indagini.. Perchè con Valentino tutto sembra come è, ma nulla è effettivamente come sembra..."

Ora vi saluto con un pezzo del testo.

Samantha MacCuster osservava dalla finestra l'interno del castello, il suo sguardo era disperso ma lei era molto concentrata, osservava la finestra, quella finestra da cui spesso si affacciava Joanne, che strana cameriera, sembrava piuttosto una giornalista visto tutte le domande che faceva. Lei invece, proprietaria del castello, di domande non ne faceva mai, odiava la curiosità, ma sovente se ne poneva. Chi era in realtà quella ragazza? Era vero quello che quel buffo investigatore le aveva detto ieri? Tutta la notte quel pensiero l'aveva tenuta sveglia, la paura era tanta. Che la vera vittima degli attentati che avevano portato alla morte Joanne e la cuoca poteva essere lei? Al solo pensiero Samantha rabbrividì e si strinse forte nella pelliccia che avvolgeva il suo corpo....

Spero vi sia piaciuto questo nostro quinto appuntamento, appuntamento tra una settimana per il sesto dove parleremo di un altro libro molto interessante....

POIROT A STYLES COURT

Buona sera gentilissimi lettori del blog, eccoci alla nostra quarta puntata nel blog, spero che gli articoli che ho pubblicato finora vi possano essere piaciuti. Oggi torniamo a parlare della Regina del giallo, ossia Agatha Christie, se l’altra volta avevamo analizzato Miss Marple ai Caraibi (tanto per mantenere fede e ordine al primo libro che io ho letto), oggi vi voglio parlare di Poirot a Styles Court, ossia il primo libro che lei ha scritto, il libro che nel 2020 ha compiuto 100 anni e che nonostante il secolo di vita piace ancora molto ai lettori e ha portato, almeno per quel che mi riguarda, Poirot ad entrare nella mia famiglia. Il piccolo detective belga dai baffi impomatati, amante dell’ordine e che si basa sulla logica per risolvere il caso di omicidio che lo vede coinvolto libro dopo libro.. Il detective belga negli anni è diventato antipatico alla sua stessa scrittrice, tanto che molti anni prima della pubblicazione ha scritto il libro Sipario che rappresenta l’ultima avventura di Poirot, con Poirot che torna proprio dove tutto era iniziato, ossia a Styles Court. In questo libro oltre a Poirot conosceremo Arthur Hastings, il suo fedelissimo amico nonchè narratore delle storie in cui si trova protagonista (purtroppo molto presto lui si sposerà lasciando Poirot “da solo” per moltissimi casi). Hercule Poirot è un rifugiato belga che si trova chiamato proprio dal suo amico ad investigare in questo primo caso. Quando si dice il destino oserei dire, perchè i due non si vedono da molti anni e, come spesso capita anche nella vita di tutti i giorni, basta un attimo per ritrovarsi e riallacciare i contatti di un tempo. Sullo schermo sono stati diversi ad interpretare il ruolo di Poirot, si passa da Albert Finney a Peter Ustinov, da Alfred Molina al più recente Kenneth Branagh ma a mio avviso nessuno batte David Suchet, colui che reputo il vero Poirot di sempre. Ci sono stati anche altri attori ad interpretare Poirot, ma sono molto meno conosciuti. Per il ruolo di Hastings invece direi che gli attori che l’hanno interpretato sono 3, il grandissimo Hugh Fraser, l’antipatico Robert Morley (antipatico in quanto nel film Poirot e il caso Amanda lui non è amico di Poirot, onestamente non mi è mai piaciuta quella trasportazione televisiva) e Jonathan Cecil, a mio avviso troppo assurdo per essere un Hastings credibile. L’unico film tratto da questo libro è appunto la versione con Suchet, del 1990. Un particolare ringraziamento per questo libro va alla sorella maggiore di Agatha Christie che aveva scommesso con l’autrice che non era capace a scrivere un libro giallo pubblicabile. Per fortuna si era sbagliata...

RECENSIONE LIBRO: POIROT A STYLES COURT

AUTRICE: AGATHA CHRISTIE

PERSONAGGIO PRINCIPALE: Hercule Poirot

PAGINE: 187

PREZZO: 4 €

TRAMA: La vecchia signora Cavendish ha commesso un errore sposando un uomo molto più giovane. Naturalmente quando muore avvelenata tutti sospettano del marito, ma non c’è solo lui che poteva volerla morta. Per fortuna nel villaggio, a Styles Court c’è un ometto curioso che si considera il più grande investigatore d’Europa, e forse lo è davvero.

QUALCHE INFORMAZIONE SULL’AUTRICE: Agatha Christie ha scritto con Poirot 33 romanzi e 54 racconti, con Miss Marple 12 romanzi e 20 racconti, basta già solo questo a spiegare quanto è stata brava, senza contare le opere teatrali, i libri con altri protagonisti (Tommy e Tuppence per dirne solo alcuni), poi le opere d’amore sotto falso nome (Mary Westmacott), inoltre ha scritto Trappola per topi che ancora oggi viene riproposto nei teatri di tutto il mondo, senza parlare di certi libri che l’hanno portata ad essere una tra le più grandi scrittrici di sempre, parliamo di Assassinio sull’Orient Express, Dieci piccoli indiani e L’assassinio di Roger Ackroyd. Basta solo questo per far capire che grande persona e scrittrice fosse.

OPINIONE: Poirot a Styles Court non è stato il primo Poirot che ho letto, come non è stato La morte nel villaggio per quanto riguarda Miss Marple, ma in questo libro (come negli altri) non si può non innamorarsi di Poirot, dei suoi metodi gentili ed eleganti, della sua semplicità e della sua astuzia. Come dice lui le “piccole cellule grigie” sono sempre in funzione, e sovente i migliori libri gialli richiedono solo quello. Agatha Christie sovente è stata accusata di barare nei suoi romanzi, io non sono d’accordo con questa affermazione, piuttosto sono del consiglio che, come diceva lei, non ci si può fidare di nessuno, come nella vita così nei libri. Il delitto, per essere il primo che descriveva, è ben caratterizzato e molto intrigante, si vede da subito l’abilità della scrittrice in fatto di veleni e si capisce la sua bravura nel giocare con gli scambi di persona che l’accompagnerà in moltissimi libri. La bravura di una scrittrice di gialli, a mio avviso, sta nel fatto di mettere il lettore davanti agli indizi senza fargli capire quali sono gli indizi che lei ti mostra. Lo stesso Poirot in questo libro avvisa Hastings di 2 elementi importantissimi per la soluzione del caso, ma il povero Hastings li vede (come la maggior parte dei lettori credo), nel modo sbagliato. Questo è meraviglioso perchè mostra la bravura della scrittrice. Un libro che adoro, personaggi ben caratterizzati e ben descritti e una coppia di detective che entrerà nei vostri cuori. Il mio voto non può che essere un ottimo 5/5

Voto: 5/5 *

E ora, prima di salutarci, come capita quando parliamo dei libri scritti da altri, andiamo a scoprire una ricetta tipica del posto dove si svolge il libro… Questo libro si svolge in Inghilterra, e il primo piatto inglese per eccellenza che mi è venuto in mente è il Roastbeef. Vediamo insieme come si prepara.

INGREDIENTI: 1 kg controfiletto di manzo, carote, sedano, cipolle, salvia, rosmarino, senape, olio, sale.

Preparazione:

Pulire e tagliare a pezzi carote, sedano e cipolla, metterle in una teglia con l’olio. A parte rosolare il controfiletto a fuoco alto (deve rosolare velocemente per bloccare tutti i pori e impedire al sangue di uscire) in una padella bollente. Nel frattempo tritare la salvia e il rosmarino con il sale. Cospargere la carne con la senape e disporre sopra il trito di salvia e rosmarino. Adagiare nella teglia con le verdure e far cuocere in forno a 200°C calcolando 15 minuti per ½ kg di carne (in questo caso quindi per mezz’ora) bagnandolo con del vino bianco e poi con del brodo. Una volta cotto (deve rimanere molto al sangue per essere il vero Roastbeef all’inglese) togliere la carne, passare al mixer le verdure col liquido rimasto e aggiungere due cucchiai di farina mischiata con dell’acqua e far prendere il bollore alla salsa (deve legare, quindi nel caso restasse liquida aggiungere altra farina, mischiandola sempre prima con acqua per evitare la formazione di grumi). Il Roastbeef si serve freddo, tagliato molto finemente (meglio con l’affettatrice) e adagiato sopra la sua salsa (mai sotto, altrimenti non si vede il rosa della carne), servito prevalentemente con patate al forno.

Grazie per l’attenzione, appuntamento alla 5 puntata tra una settimana, dove parleremo del mio secondo libro, UN NOME PER UN CADAVERE...

IL VALZER DELL'IMPICCATO

Buona serata gentili lettori, come state? Sono contento che anche il post dell’altra puntata vi sia piaciuto, grazie mille, devo ammettere che la cosa mi fa molto piacere, qualcuno ne ha approfittato per chiedermi delle informazioni sul libro e sul plastico che ho realizzato, e di questo sono contento, vi annuncio che comunque presto faremo delle rubriche anche su quello se vorrete. Ma oggi riprendiamo la nostra macchina del tempo e torniamo indietro di 20 anni. Per la precisione ci ritroviamo nel 1999. Nelle sale cinematografiche arriva un film che per me è un capolavoro, un film dove Denzel Whasington e Angelina Jolie recitano insieme… Immagino avrete già capito di che film stiamo parlando… Se non ci siete ancora arrivati vi do qualche indizio, Lincoln Rhyme e Amelia Donaghy (Che poi perchè nel film, almeno secondo Wikipedia, si chiama Donaghy e nel libro Sachs non l’ho capito)… Eh sì stavolta sono sicuro che avete indovinato che stiamo parlando de IL COLLEZIONISTA DI OSSA… il film è un thriller nato da un libro pubblicato nel 1997 negli Stati Uniti da Jeffery Deaver… Devo ammettere che ho visto prima il film e poi ho letto il libro, quindi per me Lincoln e Amelia hanno i volti di Denzel Washington e Angelina Jolie, nel 2020 sono stati trasmessi degli episodi per la tv ispirati a questo libro, ma ammetto di non averli visti quindi non posso darvi i miei pareri. Una volta letto il collezionista di ossa ho voluto proseguire col seguito (Lo scheletro che balla) che ho trovato stupendo, e anche se non li ho letti tutti in ordine (e mi mancano ancora alcuni libri da leggere), comunque Deaver è stato per me una piacevole scoperta. Per questo sto prendendo i suoi libri ad occhi chiusi, consapevole che tutti mi sarebbero piaciuti… Ma purtroppo anche i migliori al mondo a volte sbagliano, e questa volta credo che sia toccato a Deaver. Ma facciamo un passo per volta, come vi ho annunciato in questa puntata vi voglio parlare di IL VALZER DELL’IMPICCATO, la prima indagine Italiana di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs...

RECENSIONE LIBRO: IL VALZER DELL’IMPICCATO

AUTORE: JEFFERY DEAVER

PERSONAGGIO PRINCIPALE: Lincoln Rhyme

PAGINE: 504

PREZZO: 13 €

TRAMA: Un uomo viene prelevato con la forza a pochi isolati da Central Park e caricato su un’automobile. Unica testimone una bambina, unico indizio un cappio abbandonato sul marciapiede, realizzato con una corda per strumenti musicali. Lincoln Rhymes e Amelia Sachs avrebbero altro a cui pensare, visto che stanno per sposarsi, ma c’è una vita da salvare. La squadra si mette subito al lavoro e in poche ore lo sconosciuto sequestratore ha un profilo: per il Compositore, così lo ha battezzato Rhyme, la tortura delle vittime è lo spartito di una macabra melodia. Lincoln e Amelia iniziano allora la loro caccia all’uomo, che da un vecchio capannone di New York li conduce nei cunicoli che passano sotto Napoli. Il tempo stringe, e lo stesso cappio che Rhyme e Sachs hanno trovato sulla scena del crimine ora deve fermare la mano di un killer spietato e inafferrabile. Ci sono tutti gli ingredienti del miglior Jeffery Deaver, per un nuovo sorprendente capitolo della saga Lincoln Rhyme, il criminologo più famoso del thriller internazionale.

QUALCHE INFORMAZIONE SULL’AUTORE: Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. È uno dei più grandi autori di thriller, consacrato dal pubblico mondiale con IL COLLEZIONISTA DI OSSA (2002). Tra i suoi ultimi libri, tutti editi da Rizzoli, La stanza della morte (2013), L’uomo del sole (2013), October List (2014), L’ombra del collezionista (2014), Solitudine Creek (2015), Hard News (2015), il bacio d’acciaio (2016) Menti pericolose (2016) e Il taglio di Dio (Ve ne ho parlato l’altra volta, 2018)

OPINIONE: Rileggendo la trama per scrivere la recensione mi sono accorto di alcune cose che non c’entrano nulla col romanzo. Non posso dire molto di più per non fare spoiler, ma mi permetto di aprire una piccola parentesi sulle parole KILLER SPIETATO… Onestamente quando ho letto questa trama la prima volta mi aspettavo un assassino spietato, come viene descritto dalla trama, mi aspettavo, non so, qualcosa tipo Il collezionista di ossa. E invece ci troviamo davanti ad un avversario che non è un killer, e non è nemmeno spietato. Un personaggio quasi comico a mio avviso, un personaggio ininfluente oserei quasi dire. I punti di interesse potevano essere tanti, e secondo me Deaver quando ha scritto questo libro era partito con moltissime idee. Partendo dalla trama, con questo rapimento, con questa bambina che vede, con questo cappio che viene abbandonato sulla scena del delitto… Le idee iniziali erano ottime, peccato poi che sono scemate pagina dopo pagina in una storia a mio dire inutile. Deaver ha voluto omaggiare Napoli e la nostra Italia, ma non lo ha fatto nel modo giusto a mio avviso. Forse i lettori napoletani potranno apprezzare di più questo libro, cimentandosi nella ricerca dei posti e cercando di capire dagli indizi che vengono forniti dove si possa nascondere il fantomatico “Killer spietato”, ma per chi come me non è mai stato a Napoli era impossibile giocare alla pari coi detective, e questo mi da enormemente fastidio. Quando si scrive un libro a mio avviso, bisogna che il lettore e il detective abbiano le stesso cognizioni, le stesse basi su cui lavorare, oppure che qualcuno nell’arco del libro le mostri al lettore. Qui non è successo. Il libro poi viene arricchito non solo della storia d’amore tra i due protagonisti (che devono sposarsi all’inizio e poi per tutto il libro non parlano più di matrimonio fino alla fine), ma anche di altri due agenti che collaborano con Lincoln Rhyme, e li si che se ne parla, pure troppo, tanto che pare forse più una storia d’amore tra questi due individui piuttosto che la caccia al famoso “Killer spietato”… Oltre ai termini tecnici e ad infiniti schemi ripetitivi, il libro viene arricchito di un altro caso secondario che ho trovato letteralmente squallido e non adatto al libro, considerando anche che la soluzione, se non si ha basi scientifiche, non è facilmente risolvibile, e qui ci ricolleghiamo al discorso di prima. Deaver ha voluto portare molta attualità in questo libro, dove si parla degli sbarchi a Lampedusa, si parla di Amanda Knox e di altri argomenti di attualità in quegli anni in cui il libro è stato scritto, ma sembra quasi abbia voluto usare il libro e questi personaggi a scopo politico, e la cosa non mi è piaciuta. Un libro, se è di fantasia, a mio avviso deve essere una storia di fantasia, non mi interessa durante la lettura sapere il suo parere sui profughi o su Amanda Knox se questo non è estremamente legato alla trama, e onestamente ho trovato il tutto molto forzato per far entrare queste attualità in questa trama. Ho trovato veramente il libro pesante e ho avuto difficoltà a finirlo, arrivando quasi a pensare di scartarlo e prendere qualcosa di altro, ma due cose mi facevano continuare a leggere, la prima era che volevo scoprire se alla fine Amanda e Lincoln si sposano, la seconda era l’indecisione riguardo al voto che avrei dovuto dare. Decretato che non poteva assolutamente essere positivo il mio giudizio ero indeciso su 1 stella o 2. Mi sono ripromesso che se il finale mi avesse soddisfatto avrebbe ottenuto 2 stelle, altrimenti 1. Ebbene, alla fine ho optato per 1 stella. Il finale l’ho trovato ridicolo come tutto il resto del libro, la cosa che mi consola è che ogni scrittore prima o poi scrive la sua cavolata, ebbene, ora che ho letto anche quella di Deaver posso andare tranquillo che gli altri torneranno ad essere dei capolavori come sempre.

Voto: 1/5 *

E ora, prima di salutarci, come capita quando parliamo dei libri scritti da altri, andiamo a scoprire una ricetta tipica del posto dove si svolge il libro…

Essendo che si svolge a Napoli non possiamo che non mettere la ricetta della Pizza, sperando che i pizzaioli veri e propri non si arrabbino se io faccio la pizza diversa da loro, quindi probabilmente meno buona, ma così mi hanno insegnato dei pizzaioli con cui ho lavorato…

Pasta base per pizza: Dose per 600 gr di farina: 100 gr. Di latte tiepido - 200 gr di acqua - 100 gr di olio di oliva - 6 cucchiani di sale - sei cucchiaini (da caffè) di zucchero - 600 gr farina - 1 cubetto di lievito di birra. Preparazione: Disporre la farina a fontana sul tavolo, sciogliere il lievito nel latte,unire l’acqua, l’olio e lo zucchero. Una volta sciolto il lievito aggiungere il sale e poi impastare con la farina.. In caso risultasse troppo liquido aggiungere ancora farina. Formare una palla e disporla in un posto tiepido a lievitare per tutta la notte. Il mattino stenderla in una teglia e lasciarla riposare ancora un’ora. Condire a piacimento con passata di pomodoro, ingredienti a piacere, mozzarella, colare un filo di olio di oliva e poi spruzzare con origano. Cuocere in forno preriscaldato a 220 gradi per 10 minuti circa, controllando la cottura.

Ripeto, sicuramente non è la ricetta che usano i pizzaioli veri e propri, specialmente quelli napoletani, ma al momento è l’unica ricetta che sono riuscito ad imparare, non sarà come mangiarla in pizzeria, ma potrete far felice il vostro stomaco lo stesso…

Grazie per l’attenzione, appuntamento alla 4 puntata tra qualche giorno, dove parleremo di un altro libro di Agatha Christie… Quale? Eh, non ve lo dico, vi voglio fare sorpresa sorpresa :)

IL FANTE DI PICCHE

Buon giorno carissimi lettori del Blog, come state? Sono contento che molti di voi abbiano apprezzato la recensione del libro Miss Marple nei Caraibi che ho postato l’ultima volta, sono felicissimo che me lo avete fatto sapere e vi ringrazio moltissimo. Ho deciso che dividerò il lavoro (al momento) in tre parti, una puntata vi parlerò di un libro di Agatha Christie, nella seconda puntata vi presenterò un mio libro e nella terza puntata vi parlerò di un libro di uno scrittore diverso, restando comunque sempre nel tema del giallo o comunque del mistero. Fatemi sapere se vi piace questa idea, in modo da cercare di non essere troppo ripetitivi. Oggi quindi vi parlerò del mio primo libro, ma permettetemi prima di fare una piccola premessa che, a mio avviso, ci aiuta a capire meglio tutto quello che c’è dietro un libro. Dovessimo dividere la nostra vita in “eventi particolari”, voi quanti ne avreste? Io al momento, per quello che riguarda la scrittura, direi 2, eppure, nessuno dei due, preso per conto suo potrebbe sembrare legato a questo mondo. Lasciatemi spiegare meglio, nel frattempo vi invito ad accendere la macchina del tempo e venire con me nel “lontano” 1995. Io ero un ragazzo che aveva appena finito la scuola media, ma compiendo gli anni a dicembre non ne avevo abbastanza per andare alla scuola Alberghiera, in quanto bisognava avere 14 anni compiuti per il 1 ottobre, e io li avrei compiuti a dicembre. Per questo motivo ho dovuto frequentare un anno di Istituto Professionale Regionale, ossia una scuola dove potevo iniziare a studiare le lingue in vista di quello che sarebbe stato il mio percorso alberghiero. Quello che sembrava per me un anno perso si è verificato essere, nel tempo, un ottimo anno guadagnato, perché in quell’aula io ho avuto occasione di conoscere una ragazza che in seguito mi ha aiutato con le presentazioni dei miei libri. Ora, torniamo avanti con la nostra macchina del tempo, e arriviamo al 2004. Ho finito la scuola da qualche anno, sto lavorando in un ristorante a Chamois (un comune della mia Valle d’Aosta), ho ormai l’hobby della lettura e penso di avere tutto quello che mi serve nella mia vita. Ma ecco che un giorno accade una cosa che potrebbe sembrare brutta, in seguito ad un incidente mi trovo con una mano steccata e l’impossibilità di andare a lavorare. Devo stare fermo per 20 giorni. Ed ecco che anche da questa cosa negativa è nato qualcosa di bello, perché in quei giorni mi sono improvvisato scrittore. Armato di carta e penna ho provato a scrivere un racconto, nulla di significativo, erano solo delle pagine per me che avrei riletto nel tempo. Era una cosa che mi piaceva, cercando di tenere lo spirito di Agatha Christie (che era la scrittrice che più di tutti avevo letto), avevo provato un racconto per omaggiarla, con tanto di Poirot e Hastings. Ormai ci avevo preso gusto, e dopo aver partecipato anche a diversi concorsi di scrittura giornalistici in cui bisognava inventare delle storie partendo da un incipit mi sono trovato a far partecipare il mio “libro” ad un concorso di Firenze. Il concorso era andato bene, ma avrei dovuto pagare per pubblicare il mio libro, e non ero dell’idea di farlo subito, per questo mi sono impegnato con degli amici a migliorare quel racconto (scritto in 15 giorni) e alla fine (dopo aver cambiato i nomi di Poirot e Hastings) abbiamo tirato fuori quello che il 21 giugno 2006 è diventato IL FANTE DI PICCHE. Ora vi lascio una piccola recensione, nella quale inserirò a grandi linee i pareri della gente che hanno avuto occasione di leggerlo.

RECENSIONE LIBRO: IL FANTE DI PICCHE

AUTORE: VALENTINO MEYNET

PERSONAGGIO PRINCIPALE: David Colburn

PAGINE: 116

TRAMA: Smiley Grant vince un viaggio su una nave da crociera che lo porterà dall’Inghilterra fino in Italia. Riabbraccerà David Colburn, famoso investigatore privato e suo vecchio amico. Incontrerà personaggi noti alle cronache, ma anche illustri sconosciuti. Indagherà al fianco dell’amico su affascinanti ragazze, losche figure e persone apparentemente insignificanti. Insieme cercheranno di sventare un omicidio profetizzato da un fantasma per bocca di una sensitiva. Sullo sfondo di un cielo azzurro e di un mare cobalto, la bianca Sweet Mary maestosamente solca le onde, ignara del caleidoscopico vorticare di eventi che travolgeranno i suoi passeggeri.

QUALCHE INFORMAZIONE SULL’AUTORE: Valentino Meynet è nato ad Aosta nel 1981. Arrancando con sufficiente profitto nei banchi di scuola si è diplomato cuoco nel 1999. Svolge con passione e professionalità il suo lavoro. Ama i gatti e le belle ragazze, i primi ricambiano, le seconde un po’ meno. Un giorno si è trovato tra le mani una penna, alcuni fogli ed invece di disegnare si è messo a scrivere. E non vuole smetterla!! Non spera certo di arricchirsi con i libri, ma di dare un buon esempio a tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto da realizzare. Le avventure dei suoi protagonisti continuano negli altri suoi libri “Un nome per un cadavere” pubblicato nel 2008, “La Maledizione del Faraone” pubblicato nel 2017 e “Morti Parallele” pubblicato nel 2020.

OPINIONE: Molto gentilmente chi ha avuto la gentilezza di leggere il mio libro di esordio si è trovato concordo nel dire che in esso hanno ritrovato appunto l’ambientazione e la struttura classica di Agatha Christie. Un lessico semplice, i delitti che ci sono ma non sono cruenti e ricchi di descrizione, la suspence che dura fino alla fine con gli indizi disposti all’interno del libro ma che ho cercato di nascondere per deviare l’attenzione del lettore. Una delle cose più apprezzate di questo libro, che infatti ripropongo anche in un altro libro, è sicuramente il fatto che ho deciso di creare per ogni personaggio un capitolo iniziale in cui si analizza la sua vita, questo ha permesso ai lettori (e a me) di avere bene in mente ogni singolo personaggio, come ragiona, come si comporta, cosa prova. Molti lettori si sono complimentati con il fatto che abbia esordito con un libro giallo (genere tutt’altro che facile per un esordio) e soprattutto con un delitto in stanza chiusa dall’interno, classico del giallo ma che richiede notevoli studi per arrivare ad una possibile soluzione. Altro fattore molto apprezzato da parte dei lettori è dato dall’elenco personaggi che ho voluto mettere all’inizio del libro, credo che sia un passo fondamentale per la lettura, anche perché se si lascia il libro per qualche giorno senza leggerlo quando si riprende si potrebbe non ricordarsi esattamente chi sono i personaggi (questo lo consiglierei anche agli scrittori più famosi), in questo modo invece viene descritto subito chi sono i protagonisti dell’avventura tanto che si possa risalire subito al personaggio. Io sono sempre molto critico verso me stesso, il mio voto per questo libro penso che possa essere un 4 stelle su 5. Il motivo della stella in meno è sicuramente data dall’inesperienza che avevo all’epoca in cui l’ho scritto. Si vede che la scrittura è ancora in erba, si vede che ero un principiante e forse ora avrei scritto un libro più lungo e più elaborato, ma all’epoca era il mio sogno, io ero quello, e una cosa che trovo molto bella che mi viene detta sovente è quella che, oltre a far avanzare le vite dei miei personaggi, si vede che è avanzata anche la mia bravura nello scrivere. Io penso che ogni scrittore in un libro veda qualcosa che il lettore non riesce a cogliere, ogni libro ha delle difficoltà e la trama, specialmente in un giallo, deve essere assolutamente perfetta. Ora vi spiego la trama e vi saluto con un pezzo del testo. Smiley Grant (il protagonista narratore) ha ricevuto due biglietti per la famosa Sweet Mary, la nave che partirà da Dover con destinazione Venezia, indeciso se andarci o meno (ha da poco perso la moglie), sceglierà di distrarsi e affrontare il viaggio per stare insieme al suo amico di vecchia data David Colburn e per vedere da vicino la diva dello spettacolo Martine Geller. Quello che non può sapere è che la donna si porta dietro un sacco di personaggi loschi che la vorrebbero morta. Arrivato al porto e ritrovato il suo amico investigatore i due vengono avvicinati da una pseudo sensitiva che dice loro che durante il viaggio il fante di picche pugnalerà la donna di cuori. Sarà l’inizio di una crociera che i due uomini non dimenticheranno mai (nella foto potete vedere sia le due copertine del libro in questione che un pezzo da me realizzato raffigurante la scena clou di questo libro, ossia la Sweet Mary che solca tra le onde, ignara che da lì a poco a bordo ci saranno dei delitti).

Un colpo di vento improvviso fece sbattere la porta, la candela si spense e alcune carte volarono per terra. La vecchia signora, spaventata e con mani tremanti, riaccese la candela e, accortasi delle carte cadute si alzò per raccoglierle urtando il tavolo e provocando la caduta di un oggetto. Chinatasi si accorse che l’oggetto era un acuminato tagliacarte che, cadendo, aveva trafitto la donna di cuori. Accanto il fante di picche troneggiava su una decina di carte coperte. Lo spavento di Madame Buckler fu grandissimo e l’interpretazione dei fatti che si diede fu la seguente: lo spirito di suo marito la avvisava che durante la crociera sarebbe stata uccisa una donna e lei si sentiva in dovere di evitarlo. Ma a chi dire tutto ciò? Nessuno avrebbe creduto ad una storia di spiriti e di carte che volano. L’unica certezza, per lei, era che suo marito non l’aveva mai ingannata. Di colpo si ricordò dell’articolo che dava per certa la presenza, a bordo della Sweet Mary, del grande detective David Colburn. Ne avrebbe parlato con lui.

 

Spero vi sia piaciuto questo nostro secondo appuntamento, vi do appuntamento nella prossima puntata, dove parleremo di Jeffery Deaver e Il Valzer dell’impiccato.

L'angolo di Flo

MISS MARPLE NEI CARAIBI

Buon giorno lettori, e permettetemi di darvi il benvenuto in questo blog che vi invito a seguire dove potrete trovare un sacco di articoli interessanti grazie anche a tutti i collaboratori che scrivono. Io sono nuovo quindi mi sembra giusto darvi una piccola presentazione di quello che ho in mente di fare sperando nel vostro supporto. Tanto per iniziare una piccola presentazione, mi chiamo Valentino Meynet, sono un cuoco, uno scrittore e ho l’hobby del modellismo. Ed è proprio da questi hobby che vorrei creare la mia rubrica, vi voglio portare nel mondo del mistero, del giallo in generale, parlandovi dei più grandi scrittori gialli, recensendo libri di quel genere, regalarvi ricette culinarie (senza l’aggiunta di veleno ma che potreste utilizzare se vorrete eliminare uno scomodo individuo intorno a voi ), vi voglio portare all’interno dei miei libri, non solo con alcune descrizioni e curiosità, ma anche e soprattutto con dei pezzi dei miei libri e, cosa ancora più strepitosa, vi voglio portare all’interno di quei mondi che troverete in quelle pagine facendovi chiudere gli occhi e immaginando i posti che potrete effettivamente visitare e vedere coi vostri stessi occhi. Quando entrerete in questo blog e in questa rubrica voglio che voi accendiate la lampadina della fantasia per poter conoscere il magnifico mondo del mistero e dei gialli. Ho in mente anche di creare con voi una rubrica in cui analizzeremo le principali nozioni per la creazione (a mio avviso) di un giallo. Insomma, chi più ne ha più ne metta per addentrarci in questo mondo di mistero e di delitto. Non vi sembra di essere già all’interno di una casa diroccata? O al centro di Londra mentre la nebbia cala sulla vostra abitazione? Oggi siete soli in casa, quindi armatevi di coperta, divano, fuoco scoppiettante e lasciatevi andare fino a calarvi in quello che sarà il nostro mondo… Per iniziare oggi vi voglio parlare di dove tutto ha avuto inizio, almeno per quanto mi riguarda, dovete sapere che mia nonna era una sfegatata giallista. Derrick, La Signora in giallo, Agatha Christie erano solo alcuni degli appuntamenti fissi per lei, sia in televisione (nel caso dei primi due) che in libreria (per quanto riguarda la terza). Immancabile era anche il suo appuntamento con Il giallo Mondadori negli anni 80. Quando lei è mancata io sono entrato in possesso dei suoi libri e da lì mi sono appassionato a questo genere. Non avevo mai letto nulla (se non qualche libro strampalato obbligato a scuola), ma proprio il fatto di non essere più obbligato a leggere mi ha spinto inverosimilmente a leggere. Tutto il mondo mi è cambiato perché da lì mi sono innamorato della lettura. Il primo libro letto? Un libro di Agatha Christie, ossia Miss Marple ai Caraibi. Conoscevo il nome della scrittrice, ma non avevo idea delle meraviglie che avesse scritto. Lo conoscete questo libro? Ora vi do la mia opinione…

RECENSIONE LIBRO: MISS MARPLE NEI CARAIBI

AUTRICE: AGATHA CHRISTIE

PERSONAGGIO PRINCIPALE: Miss Marple

PAGINE: 169

TRAMA: Miss Marple, grazie al premuroso nipote, sta trascorrendo una breve vacanza a St. Honorè, perla dei Caraibi. Il clima è caldo e asciutto, il mare fantastico, lo scenario lussureggiante, eppure… “Sapeva benissimo cos’era il guaio: la vita era sempre uguale laggiù, non succedeva mai niente!” Quasi a soddisfare la sua smania di brivido ecco che un bel giorno – colpo di scena – il maggiore Palgrave esuberante narratore di vecchi scandali e delitti impuniti, viene trovato morto. Il medico dell’isola pare non aver sospetti: morte naturale. L’intrepida zitella non sembra però molto convinta: può essere che il ciarliero compagno d’albergo abbia spinto troppo oltre i suoi racconti? E siccome per Miss Marple non c’è nulla al mondo di più eccitante del tarlo del dubbio, il gioco è fatto: ha inizio l’indagine…

QUALCHE INFORMAZIONE SULL’ AUTRICE: Agatha Christie è stata definita la Regina del Giallo, i suoi più grandi detective sono indubbiamente Hercule Poirot e Miss Marple, ma ha dato vita ad altri personaggi secondari (Tommy e Tuppence su tutti) comunque destinati a restare nel cuore dei lettori. Poirot è nato nel 1920 col libro Poirot a Styles Court che ha quindi spendo le sue 100 candeline, l’arzilla vecchietta Miss Marple invece è “nata” 7 anni dopo, con una serie di racconti Miss Marple e i tredici problemi, mentre il suo esordio su un libro vero e proprio arriva nel 1930 con il libro La morte del villaggio (fonte wikipedia). OPINIONE: Tornando al nostro libro in questione per la giornata odierna (Miss Marple ai Caraibi), non mi resta che dire che se mi ha fatto entrare in questo mondo non può che essere stato un capolavoro a mio avviso. Immaginatevi un ragazzo a 14 anni che non aveva mai letto un libro con piacere, anzi, trovava la lettura un noioso passatempo “da vecchi”, e dategli in mano un libro, se vedete che lo divora dopo pochi giorni vuol dire che quel libro è davvero magico. Se poi da lì inizia a cercare altri libri di quell’autrice, fino a completarne la collana vuol proprio dire che è nato un amore. Il libro è semplice da leggere, il delitto è “leggero”, tanto che ovviamente c’è ma non viene minuziosamente descritto con scene che possono anche infastidire i lettori, per questo infatti non mi faccio problemi a consigliare questo libro anche ai ragazzi più giovani, sono certo che apprezzerete la vacanza ai Caraibi che Miss Marple vi invita a fare con lei, sono anche sicurissimo che proverete ad aiutarla ad arrivare al colpevole prima di lei, per poter dire “Avevo indovinato” o “Meno male che c’è Miss Marple o il colpevole mi sarebbe scappato..” perché forse è proprio questo il bello dei gialli, quello che ci ricollega al gioco più antico del mondo, quello di scoprire il colpevole. Per questi motivi non può che essere un 5 stelle su 5… Voto: 5/5 * Ultima curiosità legata a questo libro, da cui sono stati tratti 3 film per la tv, uno con Helen Hayes del 1983, uno con Joan Hickson del 1989 e l’ultimo nel 2013 con Julia McKenzie Ed ora vi presento un pezzo di questo meraviglioso libro per farvi apprezzare la scrittura e la trama che Agatha Christie ci ha messo davanti: Il maggiore Palgrave continuò a far passare le sue carte e a parlare da solo man mano che gli capitava sott’occhio qualcosa che ridestava in lui un ricordo sopito. Si interruppe, guardò una piccola istantanea e domandò a Miss Marple: “Vuol vedere la foto di un assassino?” Stava per porgergliela, ma si fermò bruscamente. Puntò lo sguardo oltre la spalla di lei, e Miss Marple ebbe ancora una volta l’impressione di trovarsi davanti ad una ranocchia imbalsamata. Udì un suono di passi e di voci che si stavano avvicinando; e notò che Palgrave rimetteva, con una certa fretta, il suo incartamento nel portafoglio, borbottando: “Maledizione…oh scusi..” (tratto da Miss Marple nei Caraibi) E ora, prima di salutarci, andiamo a scoprire uno dei piatti tipici e gustosi della cucina Caraibica che potete fare anche voi a casa. Oggi parliamo di un dolce, da gustare magari durante la lettura di questo libro.

 

CREMA D’ANANAS ALLA VANIGLIA Ingredienti: 1 kg di Ananas – 1 bustina di vanillina o bacca di vaniglia – 1/2 cucchiaino di cannella – 1 cucchiaio da minestra di zucchero – 60 ml di rum – 20 mg di burro – 3 cucchiai di panna da montare Preparazione: Pulire l'ananas, togliere il cuore e tagliare a fette sottili (circa 7 mm). Mescolare in una ciotola la cannella, lo zucchero, la vanillina (o qualche seme della bacca di vaniglia) e il rum. Adagiare le fette d'ananas nella ciotola e lasciare macerare per almeno 2 ore a temperatura ambiente o per tutta la notte in frigo. Scaldare il burro in una padella a fiamma moderata. Rosolare le fette d'ananas sgocciolate per qualche minuto fino a quando saranno dorate. Aggiungere la marinata (in caso togliere la bacca di vaniglia) e cuocere per 10 minuti a fiamma bassa. Passare il tutto al mixer. Aggiungere la panna montata, mescolare bene e distribuire nelle coppe singole disponendo al centro ancora uno spruzzo di panna montata. Conservare in frigo per almeno 2 ore prima di servire. Spero vi sia piaciuto questo nostro primo appuntamento, vi do appuntamento nella prossima puntata, dove vi farò entrare nel mio mondo grazie al mio primo libro, IL FANTE DI PICCHE. Buona giornata.

"Il dolce domani" di Banana Yoshimoto edito Feltrinelli

 

Sayoko rimane coinvolta in un brutto incidente nel quale il suo compagno perde la vita. Durante il coma si trova in quello che sembra essere il paradiso e, oltre a riabbracciare il suo adorato cane, rivede il nonno in sella alla sua inseparabile moto. Lui la riaccompagna alla vita e quando si risveglia tutto cambia completamente. Si ritrova a dover affrontare il lutto della prematura scomparsa del suo futuro sposo e le conseguenze fisiche dell'incidente che le ha lasciato gravi cicatrici su tutto il corpo.

La scrittrice porta il lettore nel difficile mondo della vita che continua dopo la morte di una persona che si ama con una dolcezza e una delicatezza che sono balsamo per le ferite del cuore. Ci accompagna passo passo nell'elaborazione del lutto da parte della protagonista Sayoko e alla ripresa della vita dopo il dramma.

Un romanzo che da speranza nel domani considerando il presente un dono di cui essere grati. Con questo libro la Yoshimoto riesce a toccare l'anima del lettore e a infondere una dolce sensazione di pace interiore.


"Il sogno" di Franck Thilliez, edito Fazi collana Darkside

 

 

Abigaël è una psicologa che si occupa di crimini efferati collaborando con la polizia, in particolar modo con il suo compagno Frédéric. La psicologa è alla caccia del famoso rapitore seriale di bambini Freddy che ogni quattro mesi rapisce un bambino e, come segno distintivo, fa apparire uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente.

Ma il più grande problema di Abigaël è lei stessa. Bloccata tra realtà e sogni a causa di una gravissima forma di narcolessia, della quale soffre sin da piccola, la psicologa ha il corpo pieno di cicatrici causate dal suo cadere improvvisamente. Questa sua malattia peggiora a seguito di un incidente d'auto dove perdono la vita sia suo padre Yves che la figlia Léa, lasciando Abigaël miracolosamente illesa; da quel momento il confine tra realtà e sogno sarà confuso a tal punto da obbligare la psicologa a bruciarsi con le sigarette e tatuarsi frasi per essere certa di non vivere in un sogno. Le indagini proseguono e Abigaël scopre che l'incidente nasconde un terribile segreto e che Freddy è più vicino a lei di quel che pensa.

Tra l'ordine non cronologico dei capitoli e il continuo mescolarsi di sogni e realtà il lettore si ritroverà a divorare pagina dopo pagina sentendosi confuso come Abigaël. Non riuscirà a capire se una cosa è realmente accaduta o meno e per questo la lettura risulterà frenetica, intensa, senza sosta.

Una continua corsa alla ricerca della verità mentre anche il lettore si sentirà confuso come la psicologa. Personalmente ho profondamente amato questo romanzo e anche se il testo contiene imperfezioni grammaticali e refusi, grazie all'intensità della storia, si fanno (quasi) dimenticare. Mi sento quindi di consigliarvelo se cercate una lettura diversa, caotica e piena di colpi di scena.


"Navarro il mondo di sotto" di Andrea L. Gobbi edito Fanucci Editore

 

 

Navarro è il primo romanzo della trilogia "Il mondo di sotto" dello scrittore emergente Andrea L. Gobbi. È ambiantato nel 1492, dove Cristoforo Colombo in realtà non scopre le Indie e l'America, come tutti credono, ma la fine del mondo. A Palos delle tre navi partite per la spedizione di Colombo solo una torna al porto, la Nina, mentre le altre vengono dichiarate disperse. Fino a quando un anno dopo, il giorno del tredicesimo compleanno di Pedro, figlio di un grande navigatore di una delle navi disperse, viene a conoscenza di un importante segreto che cambierà la sua vita per sempre.

Proprio quella sera un uomo misterioso recapita al ragazzo una lettera scritta dal padre Franco Navarro dove racconta di un canale presente alla fine del mondo che permetterebbe di andare in un nuovo mondo, chiamato mondo di sotto. Per Franco Navarro la terra assomiglia ad una moneta e come tale presenterebbe due facce. A prova di quanto dichiara il padre nella busta, oltre alla lettera, regala al figlio un prezioso amuleto azzurro che parrebbe provenire proprio dal mondo di sotto.

Pedro, deciso a trovare suo padre, grazie all'indispendabile aiuto dei suoi due più fidati amici Carmen e Gaston, e a due irriverenti gemelli imbucati di nascosto nella loro nave, inizierà questo viaggio incantato e oscuro nel mondo di sotto.

Questo romanzo è così ben descritto che sembrerà di far parte della ciurma, formata da questi giovani ragazzi, e navigare in mezzo ai mari sgargianti ma anche tormentati e nebulosi del mondo di sotto. Mondo popolato da esseri deformi e strani non sempre gentili e amichevoli, che accompagneranno i ragazzi durante l'avventura a bordo della Gato Gris.

Non rimane quindi che aspettare (con impazienza) i prossimi due romanzi per continuare questo magico viaggio alla ricerca del padre di Pedro.


"Delirio" di Vincenzo De Lillo, edito Biplane edizioni.

 

 

"Delirio" di Vincenzo De Lillo racconta la vita di V, giovane figlio di papà che butta la sua vita in vizi (droga, alcol e sesso sfrenato) perdendo totalmente il valore delle cose e il contatto con la realtà.

Orfano di madre, a causa del padre è cresciuto con l'idea che tutto possa essere risolto e colmato dalla ricchezza economica. Infatti tutta la vita di V gira attorno ai soldi e il suo unico affetto stabile si identifica in Tita, la collaboratrice domestica che lavora per V da dieci anni.

Disoccupato, inetto e privo di ambizioni, V vive con l'abbondante paghetta mensile data dal padre fino a quando il genitore si ritrova in grossi guai finanziari e taglia i viveri al figlio.

Questo romanzo è ironico, pungente e spesso spudorato nel raccontare la vita del giovane protagonista e, capitolo dopo capitolo, ci si ritrova immersi nei guai di quello che si può definire un antieroe per eccellenza.

Vincenzo De Lillo, con "Delirio", si lancia nel mondo della letteratura italiana in modo frizzante e divertente, sarà impossibile annoiarsi leggendo le disavventure di V.


"Quattro passi, un respiro" di Elia Zordan edito Biplane edizioni

 

Biagio è un ragazzo con una vita normale e vive in una piccola città veneta chiamata Portogruaro. La sua realtà è composta da cose normali come il liceo, il cane Pollice, il Natale con i nonni e i primi inesperti amori; fino a quando arriva il momento dell'Università. La vita di Biagio in quel momento cambia, la tratta in treno da Portogruaro a Trieste e da Trieste a Portogruaro da il ritmo al susseguirsi delle settimane durante i primi due anni di università.

Attraverso questo romanzo viviamo la crescita di Biagio, i suoi fallimenti universitari e il suo ripiegare su biologia prima di riuscire finalmente a inseguire il suo sogno e iscriversi a medicina. La scrittura delicata ed energica di Elia Zordan ci accompagna nel passaggio all'età adulta di Biagio attraverso i suoi primi amori, le sue prime avventure e la decisione di allontanarsi dagli affetti sinceri della sua famiglia per tentare di scoprirsi come individuo.

"Quattro passi, un respiro" è una storia intensa e ben delineata che farà vivere al lettore, passo dopo passo, la crescita emotiva del protagonista.


La mischia di Valentina Maini edito Bollati Boringhieri

 

Il romanzo "La mischia" di Valentina Maini è ambientato nella Bilbao del 2007, stremata dagli ultimi attacchi del terrorismo basco. I protagonisti sono due gemelli totalmente agli antipodi, Gorane e Jokin, figli di due militanti dell’ETA.

Gorane è una ragazza introversa e, nel tentativo di allontanarsi dagli insegnamenti dei genitori, si rifugia in un mondo surreale che ha inizio dentro di sé. Jokin, batterista tossico arrendevole e sottomesso, invece prende la direzione opposta seguendo le orme dei genitori. Ma arriva il giorno in cui non sopporta più tutte le pressioni, decide di scappare proprio quando i genitori vengono coinvolti da un tragico evento.

Nello stesso periodo nel quale Jokin si rifugia a Parigi, dove inizia a suonare in giro per locali e conosce una strana ragazza italofrancese di nome Germana, la sorella Gorane à causa di strane allucinazioni è costretta a farsi aiutare da uno psichiatra. Ma per quanto le vite dei due gemelli siano totalmente diverse e distanti, verranno ricongiunte grazie ad un romanzo di uno scrittore francese.

Questo romanzo è un viaggio tra realtà e illusioni, un'altalena di emozioni violente che coinvolgono il lettore pagina dopo pagina.


Diario segreto di un sogno 

 

E poi una mattina ti svegli e decidi di tirare fuori dal cassetto uno dei tuoi sogni; quello che fa tremare il cassetto del tuo cuore per essere liberato.

Lo riscaldi con il calore delle mani per dargli la forma giusta, lo scomponi in tanti piccoli pezzi per lavorarlo nel migliore dei modi e infine lo trasformi in un progetto concreto. Ti ci tuffi, anima e corpo; arriverai al punto di convertire il giorno nella notte e la notte in giorno ma poi eccolo lì: il progetto è ultimato.

Non rimane che premere INVIO.

E attendere.

Attendere.

Attendere ancora.

Attendere una risposta da chi deve investire nel tuo sogno e trasformarlo in realtà. È un' attesa dura e snervante. Certi giorni ti sveglierai pieno di energie, altri invece totalmente rassegnato e in preda all'ansia. 

Così arriverà il momento dove mollerai la presa, lasciandolo volare come un palloncino nel cielo, e riprenderai la tua vita. Inizierai a pensarci sempre meno e tornerai ad assaporare tutto quello che hai trascurato da quando hai aperto quel cassetto per dar voce al tuo sogno. 

Proprio in quel momento, quando imparerai ad essere felice anche senza, riceverai la risposta che tanto aspettavi. Perché la vita è un po' così, risponde alle tue domande proprio mentre sei impegnato a fare tutt'altro.


"Dimmi per sempre di sì" Kristen Ashley edito Newton Compton

 

Questo romanzo fa parte della Rock Chick Series che è composta da:

1. Rock Chick (Dimmi che sarà per sempre)

2. Rock Chick Rescue (Dimmi che ci sei)

3. Rock Chick Redemption (Dimmi che cambierai)

4. Rock Chick Renegade (Dimmi che lo vuoi)

5. Rock Chick Revenge (Dimmi per sempre di sì)

6. Rock Chick Reckoning

7. Rock Chick Regret

8. Rock Chick Revolution

 

La protagonista di "Dimmi per sempre di sì" si chiama Ava e a causa della sua storia passata odia gli uomini; così una volta scoperto che il marito della sua migliore amica è un traditore seriale ha giurato di vendicarsi.

Inizialmente Ava pensa di ingaggiare come investigatore privato Luke, suo amico d'infanzia e primo amore, ma decide di cambiare idea quando si rende conto che i sentimenti verso questo bellissimo uomo sono ancora accesi.

Il problema sorge nel momento in cui Luke capisce che la sua amica di lunga data si sta cacciando nei guai così, per evitare di farle correre altri pericoli, la ferma. Tra i due inizia una lotta senza esclusione di colpi e sentimenti che obbliga Luke ad usare le manette.

La storia è scorrevole e piena di dettagli, in questo romanzo ci sono molti personaggi e sono tutti ben descritti. Dalla famiglia non proprio piacevole di Ava, all'infanzia difficile di Luke il lettore viene catapultato nella storia e sembra quasi farne parte.

Nel romanzo di Kristen Ashley non mancano momenti di riflessione, che si fanno spazio tra scene divertenti ed altre decisamente bollenti. 


"L'errore che rifarei" di Penelope Douglas, edito Newton Compton

 

E' uscito il tanto atteso terzo capitolo della saga Devil's night series firmata Penelope Douglas, edita dalla Newton Compton. "L'errore che rifarei", uscito dopo "Il mio sbaglio più grande" e "Mille ragioni per odiarti", è un dark romance che racconta la storia di Winter, una ragazza forte e indipendente, che ha mandato Damon in prigione.

Da quel momento sono passati tre anni nei quali la protagonista sperava di essere diventata invisibile al radar di Damon, ma non è così. Il rancore e la rabbia del protagonista maschile sono alle stelle tanto da pianificare una vendetta verso Winter e tutti coloro che lo hanno tradito.

Il passato però in qualche modo li lega, ma la protagonista dipinta dalla Douglas non si spezza ne si arrende. È caparbia e lotta con tutte le forze contro Damon anche se qualche volta la paura sembra prendere il sopravvento.

Penelope Douglas nel racconto, attraverso salti temporali, porta il lettore a capire come i due protagonisti siano arrivati ad odiarsi così tanto fino a dichiararsi guerra. "L'errore che rifarei" è una storia contorta e piena di suspense che risucchia totalmente il lettore in questa battaglia senza esclusione di colpi. 


"Come non innamorarsi del capo" di Whitney G. Edito Newton Compton

 

Questo romanzo racconta la della vita di un dottore, a capo di una clinica privata piena di colleghi incompetenti e assenteisti.

Il Dottor Garrett Ashton è uno dei più stimati e famosi medici di New York, vive per il lavoro al punto di non avere nemmeno il tempo per una relazione seria e duratura. Gli unici svaghi che si concede sono delle fugaci avventure di una notte con donne che conosce attraverso una app di incontri.

Ma quando assume la nuova specializzanda Natalie, giovane e brillante, la faccenda si complica. Scopre infatti che la donna che gli ha tirato buca due settimane prima e che lo tiene incollato virtualmente a chat altamente erotiche è proprio la sua nuova collega.

Da quel momento le scintille tra i due diventano fiamme vere e proprie pronte a incendiare l'intera clinica.

Questa commedia romantica, seppur breve, è estremamente divertente e coinvolgente. La scrittura di Whitney G. è così dinamica e brillante che una volta arrivati all'ultima pagina si vorrebbe continuare a leggerne ancora.


"Dolce imprevisto" di Kendall Ryan edito Newton Compton

 

Questo romanzo dai toni dolci e leggeri racconta la storia di Bren Matthew's, una bellissima zoologa sposata unicamente con il suo lavoro. La protagonista è una donna apparentemente molto forte che non vuole legarsi sentimentalmente a nessun uomo.

Le cose cambiano quando in una serata di svago incontra Mason Bantley, uomo affascinante che cerca in tutti i modi di farla capitolare.

Ma per Bren non è facile lasciarsi andare a causa del dolore per la precoce morte del padre. In particolar modo, l'aver visto la madre a pezzi dopo la perdita dell'amore della sua vita, la convince a non volersi innamorare mai per evitare di soffrire.

La tenacia di Mason e l'enorme chimica tra di loro fa vacillare la sua idea di non volersi legare a nessuno. Riusciranno i sentimenti di quest'uomo ad aiutarla a lasciarsi andare all'amore?

La storia è scorrevole e leggera, per una volta i ruoli sono invertiti e non è più l'uomo a fuggire davanti ai sentimenti ma la donna. Pagina dopo pagina si rimane travolti dalla storia e inevitabilmente ci si ritrova a tifare per la felicità della protagonista.


"La donna dal kimono bianco" di Ana Johns edito Tre60

 

Esordio letterario della scrittrice americana Ana Johns, "La donna dal Kimono bianco" è un romanzo basato su eventi realmente accaduti anche all'interno della sua famiglia. Questa è la storia di due donne, appartenenti a realtà spazio temporali totalmente diverse.

La prima è Tori, giornalista americana che vive nel nostro tempo. Mentre si prende cura del padre durante i suoi ultimi giorni di vita, egli le svelerà un importante segreto di famiglia, che la spingerà a intraprendere un lungo viaggio per scoprire la verità.

La seconda vita che ci viene raccontata è quella di Naoko, ambientata in Giappone nel 1957. Questa è la storia di una giovane donna con un matrimonio combinato organizzato dalla famiglia che, però, si innamora di un soldato americano. Inaspettatamente rimane incinta del suo amante e deve decidere cosa fare: mantenere la promessa di matrimonio rinunciando all'amore della sua vita o disonorare la propria famiglia.

"La donna dal kimono bianco" è un romanzo storico molto intenso, con due protagoniste forti e molto diverse tra loro. Questo racconto si muove tra passato e presente raccontando le vite delle due donne.

Un vero tuffo nel Giappone tra usanze antiche e paesaggi meravigliosi, che faranno emozionare il lettore attraverso una scrittura scorrevole che arriva dritta al cuore.


''Fake Boy'' di Freya Dakets, edito Fanucci Editore

 

Da quattro mesi il fratello Connor è misteriosamente scomparso così Scarlett Andrews decide di iniziare a investigare. I suoi sospetti sono orientati sulla confraternita della quale faceva parte il fratello così decide di iscriversi alla sua stessa università e fingersi un ragazzo in modo da poter entrare nella Black Eagles.

Il suo piano però risulta molto più complesso di quanto avesse immaginato, specialmente a causa del suo compagno di stanza Kyle Thorne. Ragazzo molto estroverso e affascinante, amante delle feste con il quale instaurerà una bellissima amicizia nei panni di Fabian.

Scarlett per poter raccogliere più informazioni possibili su Connor alterna le sue due personalità e, quando torna a impersonare le vesti di se stessa, Kyle fa di tutto per conquistarla.

I problemi però aumentano quando, mentre è impegnata a scoprire nuovi dettagli sulla scomparsa del fratello, qualcuno scopre il suo segreto e la coinvolge in un machiavellico gioco.

Impossibile non innamorarsi della protagonista, così determinata e a tratti divertente nel suo voler cercare di mantenere a tutti i costi la concentrazione unicamente sull'obiettivo finale. Fake Boy è un romanzo molto scorrevole e frizzante, la storia è vivace e piena di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine.


Il potere del profumo di un libro

 

Avete presente quanto stringete tra le mani un libro che state per iniziare a leggere? Quella sensazione di impazienza e voglia di tuffarvi dentro un nuovo viaggio? Mentre sale l'enorme desiderio di cominciare il nuovo racconto e gli occhi fremono dalla voglia di divorare le pagine...

Ecco, in quel preciso istante c'è una cosa che non posso evitare di fare: annusare il libro.

Quel profumo di carta e inchiostro così caratteristico ha qualcosa di estremamente catartico e rilassante.

Ricordo ancora la prima volta che sono andata ad un mercatino del libro che si sviluppava sotto un tendone a causa della pioggia battente. Intere file di romanzi si presentavano nelle loro bellissime copertine, alcune nuove altre consumate dal passaggio delle mani di altri lettori, e quel profumo di pagine inebriava e preannunciava l'inizio di una nuova avventura.

Credo proprio sia nato in quel momento il mio 'vizio'.

Entrare in una libreria e respirare a pieni polmoni le storie che riposano sugli scaffali, in attesa di essere catturate da qualche lettore, è magico.

Ecco, non so se esista un qualche paradiso, ma se dovesse esserci, di sicuro profumerebbe di libri. 


"Assassinio nel Palazzo del Governo" di Diana Çuli, edito Castelvecchi Editore

 

Scrittrice, giornalista e politica albanese, Diana Çuli è anche un'artista a tutto tondo in quanto ha al suo attivo romanzi, racconti, pièce teatrali e sceneggiature cinematografiche tratte dai suoi libri. Ha vinto vari premi letterari e con 'Assassinio nel Palazzo del governo' si è aggiudicata il titolo di “Miglior Libro del 2019” della prestigiosa Akademia Kult albanese.

'Assassinio nel Palazzo del governo' è ambientato a Tirana dove è stato ritrovato il cadavere del Segretario generale del Consiglio dei ministri. La causa della morte dichiarata ufficialmente è infarto ma le circostanze dell' avvenimento insospettiscono la Primo Ministro, che incarica la sua amica Beti Duka, di svolgere delle indagini segrete, affidandole anche un ruolo di copertura nel governo.

Beti diventa dunque consigliera per la Cultura e grazie a questo incarico si ritroverà a viaggiare per i Balcani, per un progetto dell' UNESCO, con dei colleghi che potrebbero tutti essere riconducibili all'omicidio. Le cose iniziano a farsi pericolose in quanto prende sempre più piede il sospetto che qualcuno voglia colpire il governo. Malgrado l'aiuto di suo fratello Genti, esperto investigatore privato, Beti dovrà mettere tutte le sue energie per risolvere il caso e portare a termine il progetto per l'UNESCO.

Beti Duka è una donna forte, con un forte passato alle spalle che viene raccontato tra le pagine di questo romanzo. Avvincente ma anche delicato nel descrivere paesaggi che fanno da cornice agli eventi, questo romanzo farà compiere un viaggio pieno di colpi di scena al lettore.

 

 

 


^C'è qualcosa, in questo romanzo, che fa sognare...^ IL GIORNO MANGIA LA NOTTE DI SILVIA BOTTANI

 

Il giorno mangia la notte, esordio narrativo di Silvia Bottani, edito SEM , racconta le vite di tre sconosciuti che, all'improvviso e per pura casualità, si intrecciano in una buia e calda Milano estiva.

Naima, personaggio fulcro del romanzo, è una bella ragazza italiana di origini marocchine di venticinque anni. Fa l’insegnante di sostegno in una scuola elementare e pratica kickboxing in una palestra a Corvetto.

Stefano è un giovane di indole violenta ma promettente avvocato, svolge praticantato nello studio di famiglia del suo migliore amico e si allena nella palestra frequentata anche da Naima. Stefano è un neo-fascista che milita all’interno di un movimento di destra radicale, aspirando al comando e a un’idea di potere intrisa di ideologia e inflessibilità.

Giorgio è un ex pubblicitario rampante che soffre di gioco d'azzardo patologico. E' il padre di Stefano, separato dalla moglie Marina per la quale prova ancora forti sentimenti. Dipendente dall'alcol e dalla cocaina oggi è un uomo cinico che accumula debiti.

In un giorno qualunque nella multiculturale Milano la disperazione di Giorgio, soffocato dai debiti e dai suoi fantasmi del passato, lo porta a rapinare una donna. Lei cerca di difendersi, urla, lo insegue ma viene travolta e uccisa accidentalmente da un'automobile. La donna esanime sull'asfalto è Fadila, la madre di Naima. Giorgio dentro alla borsa rubata trova una collana con la mano di Fatima, la stessa che indossa sempre anche la figlia Naima e alla quale è molto legata in quanto regalo del padre. Da questo momento le vite dei protagonisti si intecciano in modo violento e passionale rompendo gli equilibri e mettendo in discussione un'intera esistenza.

Il giorno mangia la notte è una storia d'amore dura, fatta di sconfitte e di rivincite. Un esordio narrativo quello di Silvia Bottani intenso e magnetico, piendo di distruzioni personali che però lasciano uno spiraglio di luce, una sorta di rinascita dalle tenebre.

 

 

 


Intervista al giallista per passione: Paolo Regina

 

Scrittore, musicista, avvocato e direttore generale della Confcommercio di Cremona. Paolo Regina, giallista dallo stile diretto e tagliente ci tiene incollati alle pagine con il suo secondo romanzo 'Morte di un Cardinale'. 

Quando le è nata la passione per la scrittura?

Fin da bambino mi piaceva immaginare storie. E poi raccontarle, attraverso disegni o favole, un po’ gotiche per la verità. Pensi che ho imparato a leggere e scrivere da solo, a quattro anni, guardando in televisione “Non è mai troppo tardi” una trasmissione degli anni ’60 con il mitico maestro Manzi, proprio perché sentivo il bisogno di raccontare le storie che immaginavo. Ho sempre amato tantissimo anche leggere. Sono un lettore onnivoro. Ma scrivere è per me una delle forme più elevate di creazione artistica perché con le parole si possono costruire armonie e suggestioni che colpiscono cuore, mente e anima di chi legge…

Ho letto che ha studiato a Ferrara. È questo legame con la città estense che l'ha portato ad ambientare 'Morte di un Cardinale' proprio nella stessa? 

Sono di origini pugliesi, ma ferrarese d’adozione, come il mio personaggio, Gaetano De Nittis. Ho studiato nella città estense e poi ci sono rimasto per lavoro, anche se in seguito ho girato un po’ in tutta Italia. Ferrara è la città che conosco meglio. Credo che per ambientare efficacemente un romanzo si debba conoscere perfettamente il luogo che si descrive, la sua mentalità, ogni singolo centimetro delle sue strade. Ferrara, poi, è una città magica, antica, ricca di storia e di misteri. Ambientarvi una serie di romanzi è molto stimolante. Ed è l’occasione per parlare della provincia italiana, di questi piccoli centri ricchi di luci e ombre, di grandezza e meschinità.

Si rispecchia per qualche aspetto nel protagonista del suo romanzo Gaetano De Nittis, brillante capitano della Guardia di Finanza? Se sì, in cosa? 

Non esiste un personaggio letterario che, in qualche modo, non rispecchi il suo autore. Non credete a chi vi racconta che tutti i suoi personaggi sono completamente inventati. Si prende spunto sempre da sé stessi e dalla realtà che ci è intorno. A mio avviso lo scrittore è un po’ come Dio onnipotente. Può assolvere, condannare, far vivere, morire, dannare, salvare. Può creare coincidenze fortunate o fatali intrecci del destino. Nei personaggi dei miei romanzi metto sempre un po’ di me. Nei buoni, ma anche nei cattivi, negli uomini e nelle donne. Un grosso lavoro di introspezione, insomma. Scrivere mi ha fatto risparmiare parecchi soldi di psicanalista! Quindi, tornando alla sua domanda, sì, certo, in De Nittis c’è un po’ di me. Qualche aspetto del mio carattere. L’idiosincrasia verso l’omologazione, l’avversione verso le gerarchie, il senso della giustizia e, soprattutto, la passione per la musica blues. E poi, dulcis in fundo, confesso che anche io ho fatto il militare come ufficiale della Finanza!

La colonna sonora di 'Morte di un cardinale' è, appunto, il meraviglioso blues di B. B. King, da dove è nata questa scelta? 

Quando scrivo un romanzo ne immagino la trama in modo visivo. Come se fosse un film. Le sequenze del racconto mi scorrono davanti come una pellicola. E, come ogni film anche i miei romanzi hanno una colonna sonora. Questo succede a ciascuno di noi anche nella vita di tutti giorni. Quante volte ci è capitato, accendendo la radio, di scoprire che “per caso” la prima canzone che ascoltiamo racconta esattamente lo stato d’animo che stiamo vivendo in quel momento? E’ quello che ho immaginato anche nei miei racconti. Poi la scelta del blues è stata determinata dal fatto che è un genere che amo ascoltare e suonare. Ah sì, dimenticavo, anche io come De Nittis suono la chitarra!

Un'ultima domanda per tutti noi fan: sta già lavorando al terzo romanzo giallo? Ci può dare qualche piccolo dettaglio in anteprima? 

In questo periodo di isolamento forzato il mio amico De Nittis si è rifatto vivo per chiedermi di raccontare un’altra storia. Questa volta il capitano dovrà indagare sul tragico omicidio di un noto chef ferrarese. E ovviamente, sarà ancora una volta l’occasione per parlare dei misteri di una città affascinante come Ferrara.