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L' Angolo di Flo

|  di Floriane Canovas 

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"La donna dal kimono bianco" di Ana Johns edito Tre60

 

Esordio letterario della scrittrice americana Ana Johns, "La donna dal Kimono bianco" è un romanzo basato su eventi realmente accaduti anche all'interno della sua famiglia. Questa è la storia di due donne, appartenenti a realtà spazio temporali totalmente diverse.

La prima è Tori, giornalista americana che vive nel nostro tempo. Mentre si prende cura del padre durante i suoi ultimi giorni di vita, egli le svelerà un importante segreto di famiglia, che la spingerà a intraprendere un lungo viaggio per scoprire la verità.

La seconda vita che ci viene raccontata è quella di Naoko, ambientata in Giappone nel 1957. Questa è la storia di una giovane donna con un matrimonio combinato organizzato dalla famiglia che, però, si innamora di un soldato americano. Inaspettatamente rimane incinta del suo amante e deve decidere cosa fare: mantenere la promessa di matrimonio rinunciando all'amore della sua vita o disonorare la propria famiglia.

"La donna dal kimono bianco" è un romanzo storico molto intenso, con due protagoniste forti e molto diverse tra loro. Questo racconto si muove tra passato e presente raccontando le vite delle due donne.

Un vero tuffo nel Giappone tra usanze antiche e paesaggi meravigliosi, che faranno emozionare il lettore attraverso una scrittura scorrevole che arriva dritta al cuore.


''Fake Boy'' di Freya Dakets, edito Fanucci Editore

 

Da quattro mesi il fratello Connor è misteriosamente scomparso così Scarlett Andrews decide di iniziare a investigare. I suoi sospetti sono orientati sulla confraternita della quale faceva parte il fratello così decide di iscriversi alla sua stessa università e fingersi un ragazzo in modo da poter entrare nella Black Eagles.

Il suo piano però risulta molto più complesso di quanto avesse immaginato, specialmente a causa del suo compagno di stanza Kyle Thorne. Ragazzo molto estroverso e affascinante, amante delle feste con il quale instaurerà una bellissima amicizia nei panni di Fabian.

Scarlett per poter raccogliere più informazioni possibili su Connor alterna le sue due personalità e, quando torna a impersonare le vesti di se stessa, Kyle fa di tutto per conquistarla.

I problemi però aumentano quando, mentre è impegnata a scoprire nuovi dettagli sulla scomparsa del fratello, qualcuno scopre il suo segreto e la coinvolge in un machiavellico gioco.

Impossibile non innamorarsi della protagonista, così determinata e a tratti divertente nel suo voler cercare di mantenere a tutti i costi la concentrazione unicamente sull'obiettivo finale. Fake Boy è un romanzo molto scorrevole e frizzante, la storia è vivace e piena di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle pagine.


Foto presa dal web

Il potere del profumo di un libro

 

Avete presente quanto stringete tra le mani un libro che state per iniziare a leggere? Quella sensazione di impazienza e voglia di tuffarvi dentro un nuovo viaggio? Mentre sale l'enorme desiderio di cominciare il nuovo racconto e gli occhi fremono dalla voglia di divorare le pagine...

Ecco, in quel preciso istante c'è una cosa che non posso evitare di fare: annusare il libro.

Quel profumo di carta e inchiostro così caratteristico ha qualcosa di estremamente catartico e rilassante.

Ricordo ancora la prima volta che sono andata ad un mercatino del libro che si sviluppava sotto un tendone a causa della pioggia battente. Intere file di romanzi si presentavano nelle loro bellissime copertine, alcune nuove altre consumate dal passaggio delle mani di altri lettori, e quel profumo di pagine inebriava e preannunciava l'inizio di una nuova avventura.

Credo proprio sia nato in quel momento il mio 'vizio'.

Entrare in una libreria e respirare a pieni polmoni le storie che riposano sugli scaffali, in attesa di essere catturate da qualche lettore, è magico.

Ecco, non so se esista un qualche paradiso, ma se dovesse esserci, di sicuro profumerebbe di libri. 


"Assassinio nel Palazzo del Governo" di Diana Çuli, edito Castelvecchi Editore

 

Scrittrice, giornalista e politica albanese, Diana Çuli è anche un'artista a tutto tondo in quanto ha al suo attivo romanzi, racconti, pièce teatrali e sceneggiature cinematografiche tratte dai suoi libri. Ha vinto vari premi letterari e con 'Assassinio nel Palazzo del governo' si è aggiudicata il titolo di “Miglior Libro del 2019” della prestigiosa Akademia Kult albanese.

'Assassinio nel Palazzo del governo' è ambientato a Tirana dove è stato ritrovato il cadavere del Segretario generale del Consiglio dei ministri. La causa della morte dichiarata ufficialmente è infarto ma le circostanze dell' avvenimento insospettiscono la Primo Ministro, che incarica la sua amica Beti Duka, di svolgere delle indagini segrete, affidandole anche un ruolo di copertura nel governo.

Beti diventa dunque consigliera per la Cultura e grazie a questo incarico si ritroverà a viaggiare per i Balcani, per un progetto dell' UNESCO, con dei colleghi che potrebbero tutti essere riconducibili all'omicidio. Le cose iniziano a farsi pericolose in quanto prende sempre più piede il sospetto che qualcuno voglia colpire il governo. Malgrado l'aiuto di suo fratello Genti, esperto investigatore privato, Beti dovrà mettere tutte le sue energie per risolvere il caso e portare a termine il progetto per l'UNESCO.

Beti Duka è una donna forte, con un forte passato alle spalle che viene raccontato tra le pagine di questo romanzo. Avvincente ma anche delicato nel descrivere paesaggi che fanno da cornice agli eventi, questo romanzo farà compiere un viaggio pieno di colpi di scena al lettore.

 

 

 


^C'è qualcosa, in questo romanzo, che fa sognare...^ IL GIORNO MANGIA LA NOTTE DI SILVIA BOTTANI

 

Il giorno mangia la notte, esordio narrativo di Silvia Bottani, edito SEM , racconta le vite di tre sconosciuti che, all'improvviso e per pura casualità, si intrecciano in una buia e calda Milano estiva.

Naima, personaggio fulcro del romanzo, è una bella ragazza italiana di origini marocchine di venticinque anni. Fa l’insegnante di sostegno in una scuola elementare e pratica kickboxing in una palestra a Corvetto.

Stefano è un giovane di indole violenta ma promettente avvocato, svolge praticantato nello studio di famiglia del suo migliore amico e si allena nella palestra frequentata anche da Naima. Stefano è un neo-fascista che milita all’interno di un movimento di destra radicale, aspirando al comando e a un’idea di potere intrisa di ideologia e inflessibilità.

Giorgio è un ex pubblicitario rampante che soffre di gioco d'azzardo patologico. E' il padre di Stefano, separato dalla moglie Marina per la quale prova ancora forti sentimenti. Dipendente dall'alcol e dalla cocaina oggi è un uomo cinico che accumula debiti.

In un giorno qualunque nella multiculturale Milano la disperazione di Giorgio, soffocato dai debiti e dai suoi fantasmi del passato, lo porta a rapinare una donna. Lei cerca di difendersi, urla, lo insegue ma viene travolta e uccisa accidentalmente da un'automobile. La donna esanime sull'asfalto è Fadila, la madre di Naima. Giorgio dentro alla borsa rubata trova una collana con la mano di Fatima, la stessa che indossa sempre anche la figlia Naima e alla quale è molto legata in quanto regalo del padre. Da questo momento le vite dei protagonisti si intecciano in modo violento e passionale rompendo gli equilibri e mettendo in discussione un'intera esistenza.

Il giorno mangia la notte è una storia d'amore dura, fatta di sconfitte e di rivincite. Un esordio narrativo quello di Silvia Bottani intenso e magnetico, piendo di distruzioni personali che però lasciano uno spiraglio di luce, una sorta di rinascita dalle tenebre.

 

 

 


Paolo Regina

Intervista al giallista per passione: Paolo Regina

 

Scrittore, musicista, avvocato e direttore generale della Confcommercio di Cremona. Paolo Regina, giallista dallo stile diretto e tagliente ci tiene incollati alle pagine con il suo secondo romanzo 'Morte di un Cardinale'. 

Quando le è nata la passione per la scrittura?

Fin da bambino mi piaceva immaginare storie. E poi raccontarle, attraverso disegni o favole, un po’ gotiche per la verità. Pensi che ho imparato a leggere e scrivere da solo, a quattro anni, guardando in televisione “Non è mai troppo tardi” una trasmissione degli anni ’60 con il mitico maestro Manzi, proprio perché sentivo il bisogno di raccontare le storie che immaginavo. Ho sempre amato tantissimo anche leggere. Sono un lettore onnivoro. Ma scrivere è per me una delle forme più elevate di creazione artistica perché con le parole si possono costruire armonie e suggestioni che colpiscono cuore, mente e anima di chi legge…

Ho letto che ha studiato a Ferrara. È questo legame con la città estense che l'ha portato ad ambientare 'Morte di un Cardinale' proprio nella stessa? 

Sono di origini pugliesi, ma ferrarese d’adozione, come il mio personaggio, Gaetano De Nittis. Ho studiato nella città estense e poi ci sono rimasto per lavoro, anche se in seguito ho girato un po’ in tutta Italia. Ferrara è la città che conosco meglio. Credo che per ambientare efficacemente un romanzo si debba conoscere perfettamente il luogo che si descrive, la sua mentalità, ogni singolo centimetro delle sue strade. Ferrara, poi, è una città magica, antica, ricca di storia e di misteri. Ambientarvi una serie di romanzi è molto stimolante. Ed è l’occasione per parlare della provincia italiana, di questi piccoli centri ricchi di luci e ombre, di grandezza e meschinità.

Si rispecchia per qualche aspetto nel protagonista del suo romanzo Gaetano De Nittis, brillante capitano della Guardia di Finanza? Se sì, in cosa? 

Non esiste un personaggio letterario che, in qualche modo, non rispecchi il suo autore. Non credete a chi vi racconta che tutti i suoi personaggi sono completamente inventati. Si prende spunto sempre da sé stessi e dalla realtà che ci è intorno. A mio avviso lo scrittore è un po’ come Dio onnipotente. Può assolvere, condannare, far vivere, morire, dannare, salvare. Può creare coincidenze fortunate o fatali intrecci del destino. Nei personaggi dei miei romanzi metto sempre un po’ di me. Nei buoni, ma anche nei cattivi, negli uomini e nelle donne. Un grosso lavoro di introspezione, insomma. Scrivere mi ha fatto risparmiare parecchi soldi di psicanalista! Quindi, tornando alla sua domanda, sì, certo, in De Nittis c’è un po’ di me. Qualche aspetto del mio carattere. L’idiosincrasia verso l’omologazione, l’avversione verso le gerarchie, il senso della giustizia e, soprattutto, la passione per la musica blues. E poi, dulcis in fundo, confesso che anche io ho fatto il militare come ufficiale della Finanza!

La colonna sonora di 'Morte di un cardinale' è, appunto, il meraviglioso blues di B. B. King, da dove è nata questa scelta? 

Quando scrivo un romanzo ne immagino la trama in modo visivo. Come se fosse un film. Le sequenze del racconto mi scorrono davanti come una pellicola. E, come ogni film anche i miei romanzi hanno una colonna sonora. Questo succede a ciascuno di noi anche nella vita di tutti giorni. Quante volte ci è capitato, accendendo la radio, di scoprire che “per caso” la prima canzone che ascoltiamo racconta esattamente lo stato d’animo che stiamo vivendo in quel momento? E’ quello che ho immaginato anche nei miei racconti. Poi la scelta del blues è stata determinata dal fatto che è un genere che amo ascoltare e suonare. Ah sì, dimenticavo, anche io come De Nittis suono la chitarra!

Un'ultima domanda per tutti noi fan: sta già lavorando al terzo romanzo giallo? Ci può dare qualche piccolo dettaglio in anteprima? 

In questo periodo di isolamento forzato il mio amico De Nittis si è rifatto vivo per chiedermi di raccontare un’altra storia. Questa volta il capitano dovrà indagare sul tragico omicidio di un noto chef ferrarese. E ovviamente, sarà ancora una volta l’occasione per parlare dei misteri di una città affascinante come Ferrara.