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“Anja, la segretaria di Dostoevskij” di Giuseppe Manfridi

Un romanzo denso di emozioni scritto dalla sublime penna di Giuseppe Manfridi, edito dalla Casa Editrice La Lepre.

Pietroburgo, 1866. Il grande scrittore Dostoevskij ha firmato un contratto editoriale quasi diabolico che lo impegna a consegnare un nuovo romanzo nell’arco di un mese, pena la perdita dei diritti su tutte le sue opere passate e future. E sarà l’incontro con Anja Grigor’evna, la giovane stenografa conosciuta tramite la scuola di stenografia a cui si rivolge, che gli salverà la vita. E, in soli ventisei giorni, nascerà fra i due un amore capace di andare oltre ogni difficoltà. Con delicatezza, si svela la personalità di Dostoevskij che ogni lettore, attraverso le sue opere, ha potuto semplicemente immaginare. Accanto allo Scrittore, la figura di Anja, immensa. E, infine, l’Amore, quello vero e puro. Incondizionato. Di chi in silenzio sceglie di dare la sua stessa vita per l’altro.

Un romanzo straordinario, dallo stile trascinante e capace di accompagnare il lettore pagina dopo pagina.

Erika Polimeni

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“Il segreto di Ippocrate” di Isabella Bignozzi

Un romanzo elegante quello di Isabella Bignozzi, edito dalla Casa Editrice La Lepre, che mostra al lettore un Ippocrate che, ormai giunto alla vecchiaia, racconta al suo allievo prediletto le sue memorie…

E, pagina dopo pagina, si svela, con delicatezza, l’uomo: gli incontri che hanno segnato il suo animo, i suoi più profondi pensieri, le esperienze drammatiche che lo hanno reso l’Ippocrate forte e determinato, attento adi dettagli, vicino ai pazienti, che conosciamo noi.

Si entra dentro la storia come per magia e quasi si tocca con mano, si sentono gli odori di quelle piante medicamentose di cui parla e con cui prepara le sue cure e terapie; si resta affascinati dalle sue parole mentre espone le tecniche dell'arte medica e, mentre impara a curare gli altri, si scopre, impara ad amare.

Un romanzo meraviglioso, dallo stile dolce e coinvolgente.

Erika Polimeni

Foto di Erika Polimeni

“La gatta della regina” di Domitilla Calamai e Marco Calamai De Mesa

Edito dalla Casa Editrice “La Lepre”, scritto a quattro mani, “La gatta della regina” è un romanzo ambientato all’inizio del ‘500.

Mentre si ampliano i confini di un mondo in rapida trasformazione, in una realtà in continuo divenire, tra Tenerife, Europa e Americhe, tre fratelli si confrontano con la ricerca di se stessi. E fra Genova, Siviglia, Tordesillas, Hispaniola e la Castilla de Oro, anche il lettore viaggia in questo meraviglioso racconto che parla di tensioni religiose e di conflitti per il potere in Europa, amore lotta per i diritti umani. Sembra quasi di tornare a scuola, studiare quei capitoli che tanto ci ha affascinati e scoprirne, questa volta, i retroscena che profumano di vero e hanno le sembianze degli uomini e delle donne che quella Storia l’hanno realmente vissuta, lottando anche contro il disumano trattamento degli schiavi degli indios.

E, alla fine del romanzo, ci si chiede, come nella quarta di copertina “Come orientarsi in un mondo che cambia troppo velocemente?”. Forse la risposta è proprio fra le pagine di questo elegante romanzo…

«Sapete? L’isola produce strani effetti; quando sei lontano senti il desiderio di tornare, quando vi hai trascorso un po’ di tempo prima o poi senti di dover partire […] Restare per sempre o partire per sempre? Nel primo caso mi sento prigioniero, nel secondo mi sento abbandonato…»

Erika Polimeni

"Sommersione"- Foto dal web

“Sommersione” di Sandro Frizziero

Edito dalla Fazi Editore, “Sommersione” è il romanzo di Sandro Frizziero finalista al Premio Campiello 2020.

È un romanzo duro, in cui i sentimenti, gli istinti primordiali prendono voce, con violenza, senza repressione alcuna.

Ambientato su un’isola solitaria, dimenticata da Dio e dagli uomini, nel romanzo trovano spazio le vite intrecciate dei suoi isolani: persone qualunque con i loro vizi e le loro colpe che convivono con il lento disfacimento della loro anima. Protagonista della storia è un vecchio pescatore senza nome, le cui colpe rimarranno per sempre un segno indelebile sulla sua pelle segnata dal lavoro e dalla salsedine.

E poi c’è Marzia, Gigia, c’è Cinzia che si muovono nella storia dove “l’aria è immobile, eccetto per il volo delle mosche e dei gabbiani”.

Chissà se c’è spazio, ancora, per la “possibilità di evasione […] l’occasione per mettere le cose a posto, prima della sommersione definitiva dell’Isola, prima che il mare cresca e il sole si spegna”. Solo leggendo queste pagine, solo immergendoci nella storia, potremo scoprirlo.

L’odio e il rancore dono raccontati con un linguaggio e uno stile duro, di difficile accesso a volte, ruvido, malinconico, in perfetta linea con l’umanità brutale, desiderosa di vendetta, permeata da rancori, invidie e paure ancestrali descritta.

Vero. Intimo. Profondo.

Erika Polimeni

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“Calma e quieta è la notte” di Vittorio De Martino

Premio Zingarelli 2020 per l’editoria edita, “Calma e quieta è la notte”, di Vittorio De Martino, è un romanzo elegante e coinvolgente pubblicato dalla Casa Editrice La Lepre.

Racconta una storia antica, ambientata nel lontano 1566 quando lo sterminato esercito di Solimano il Magnifico circonda una piccola cittadina ungherese. E poi, l’incontro fra un vecchio e un ragazzo, una storia da raccontare, l’orrore della morte che incombe e la storia di un amore tra due ragazzi che conoscono solo il presente. Si viaggia da Venezia a Istanbul, passando per un’isola abitata da monaci banditi. E poi… Uno stile lineare che sa trascinare il lettore. Una storia senza tempo. Una trama complessa e ricca di colpi di scena capace di far sognare e riflettere. Bello, curato nei dettagli.

Di questo romanzo mi piace soprattutto la storia dietro la storia, che mi è stata raccontata proprio dall’autore: «Ho scritto questo libro venti anni fa e me lo sono dimenticato. Venti anni dopo, il crollo di una libreria me l’ha fatto ritrovare […]». Forse aveva ragione Albert Einstein: “Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità.”

Erika Polimeni

“Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés - Foto di Erika Polimeni Scherzi d'inchiostro

“Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés

Un libro che ho amato molto anche grazie al suo valore affettivo (mi è stato regalato da mio padre).

Sono pagine molto particolari e intense quelle di “Donne che corrono coi lupi” -di non facile accesso in realtà- da leggere con attenzione e abbandonare per lasciar “sedimentare” le parole… per poi riprenderlo, rileggerne qualche passo, abbandonarlo di nuovo, assaporarlo, divorarlo. La grandezza dell’opera sta nel fatto che l’autrice riesce nel suo intento di far riflettere; conquista il lettore grazie alla possibilità (dietro un lungo lavoro di ricerca) di attingere a fiabe, racconti popolari, miti di diverse tradizioni culturali che ruotano attorno alla figura femminile e, in particolare, alla “Donna Selvaggia” intesa come forza psichica potente, che vive di istinti e creatrice ma anche materna, insicura, spirituale e stereotipata. E lo fa senza giudizi, lasciando che sia il lettore a trarre le sue conclusioni. Ricco e complicato per alcuni aspetti, è un libro che fa crollare i miti, fa capire che spesso e senza volerlo la donna e l’uomo, di conseguenza, sono vestiti di giudizi e pregiudizi, incasellati in ruoli che vestono più o meno bene per via di una tradizione, di una cultura, di qualcosa che va oltre il ruolo che impone la società in cui si vive. Profondo e spesso presentato come “il libro che cambia la vita” offre, semplicemente, un invito a crescere con nuova maturità e consapevolezza.

Un ottimo compagno per “recuperare l'istintualità e la capacità visionaria perdute nel corso del tempo”. Concordo sull’idea che, sebbene scritto per le donne, sia un’ottima sfida anche per gli uomini. Non sconvolge, ma resta nel cuore.

 

Erika Polimeni

Foto di Erika Polimeni-Scherzi d'inchiostro

“Storia di chi fugge e di chi resta” di Elena Ferrante

Non potevo fermarmi; non potevo non leggere ciò che c’era dopo la “Storia del nuovo cognome”…

Ed eccolo, finalmente, il libro di Lenù! Del romanzo, senza anticipare nulla di quel che è già stato e che sarà, si può semplicemente dire che segue le storie delle due protagoniste attraverso gli anni ‘70. Si abbandona un po’ di più il rione, ci si concentra di più sulla vita di Elena e sulla sua Firenze. Resta lo stile incalzante, coinvolgente. Crudo e duro. Resta il perfetto incastro della storia di Lenù e di Elena perfettamente contestualizzata al periodo storico di un’epoca di cambiamento, crisi, rinascita e contrasti. Come l’animo di Elena, che scopre, finalmente, una nuova forza e consapevolezza dentro se stessa. Trovo che la quadrilogia sia bilanciata in maniera impeccabile: il libro dell’infanzia, il libro di Lila e il libro di Lenù, che scopriamo forte anche nelle sue inquietudini e paure, decisa nei suoi sogni, capace di amare e con una nuova consapevolezza di chi è, da dove viene, del suo rapporto con Lila… della storia di chi fugge e di chi resta.

A mio avviso -e per motivi strettamente personali- è il libro più bello della quadrilogia della misteriosa e bravissima Elena Ferrante.

Erika Polimeni

“Storia del nuovo cognome” di Elena Ferrante

Ci sono libri che entrano nel cuore e personaggi le cui vicende sono capaci di scavarti dentro.

“Storia del nuovo cognome”, il secondo romanzo del ciclo dell’Amica geniale, trascina -a volte con violenza inaudita- nelle vicende legate alla giovinezza di Lila (Raffaella Cerullo) e di Lenù (Elena Greco), a quella che sarà l’età delle scelte importanti e della consapevolezza che ciò che diventeranno sarà per sempre e in modo diverso legato alla loro infanzia, alle loro scelte, alla loro amicizia. E quel rione di Napoli in cui sono cresciute sarà per sempre una presenza costante nelle loro decisioni. Lo stile inconfondibile di Elena Ferrante è perfettamente in linea con le emozioni legate all’età della giovinezza delle protagoniste e ne sottolinea gli eccessi e le riflessioni. Il ritmo resta incalzante e intenso. Travolgente. Crudo e pulito. Un romanzo profondo, bello, che si legge tutto d’un fiato. Un pugno allo stomaco anche questa volta.

E non basta essere stati avvisati del fatto che la storia non sarebbe stata facile, la violenza fa sempre male.

Erika Polimeni

Foto di Erika Polimeni- Scherzi d'inchiostro

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“L’amica geniale” di Elena Ferrante

Mi ostinavo a non leggere questo romanzo per via della copertina: non mi piaceva. La trovata editoriale di attirare l’attenzione con uno scatto che richiamasse all’omonima serie diretta da Saverio Costanzo ha avuto successo e, finalmente, mi sono immersa anche io fra le pagine di questo romanzo che ha come protagoniste Elena Greco (Lenù) e Raffaella Cerullo (Lina per tutti, Lila per Lenù).

Ad accompagnarci nel rione di Napoli del secondo dopoguerra in cui la storia è ambientata è proprio Elena che, ormai anziana, narra -con una capacità evocativa unica- la sua amicizia con Lila. Sembra di essere realmente lì, accanto a queste due bambine dalla straordinaria intelligenza, tra le strade impolverate del rione e di toccare con mano la povertà, gli amori, i litigi, le miserie, le gelosie, la follia, la voglia di rivincita verso la vita… sembra di conoscere da sempre le famiglie che lì vivono. È riduttivo cercare di riassumere in poche righe la trama di questo romanzo che si legge tutto d’un fiato tanto che non ci si è nemmeno accorti che Lila e Lenù, da bambine che erano, ormai, sono diventate grandi. Mi è piaciuto lo stile -a volte lapidario- di questa misteriosa scrittrice che è stata capace di rendere vivo ogni personaggio, reale, con i propri punti di forza e di debolezza, scelte da affrontare, luci e ombre… E poi, quel concetto tutto particolare della “smarginatura”… E, alla fine, chi è l’amica geniale? Ricco di spunti di riflessione. Intenso. Bello.

Un pugno allo stomaco per ricordare che non si giudica un libro dalla copertina, la bellezza di una storia dal nome di chi l’ha scritta o da chi la narra… Non si giudica un uomo o una donna per gli abiti che indossa, per le sue scelte o per le sue origini. Semplicemente… non si giudica.

Erika Polimeni

“Socrate: l'uomo dietro al mito” di Carlotta Casolaro

Non lo trovate in libreria -non ancora- perché il libro di cui vi parlo oggi rientra in una categoria “diversa” di editoria: il “crowdfunding” (dall’inglese “crowd”=folla e “funding” = finanziamento) o “finanziamento collettivo”. L’esempio più famoso di questo genere di editoria è “Storia della buonanotte per bambine ribelli”…
E, l’autrice, che io conosco e stimo tantissimo, è a tutti gli effetti una bambina ribelle…
Carlotta è giovanissima ed è la Direttrice Responsabile & Founder di questo meraviglioso Blog, la Dottoressa Schiaccia Letture e ha un entusiasmo unico. Una bomba di energia!

Ho letto il suo “Socrate: l'uomo dietro al mito”, a metà fra il romanzo e il thriller, che mostra una versione inedita del grande filosofo e che ci fa vivere con approfondimenti storici e una giusta dose di fantasia l’uomo dietro alla figura del saggio. Scorrevole, piacevole, ci fa entrare nella storia con delicatezza. E vi è un parallelismo fra il metodo di Socrate per giungere alla verità e la voce narrante che ci mostra la storia… Un’idea davvero geniale: la voce narrante non è altro che il dàimon o "guida divina" di cui realmente Socrate riferiva; il dàimon, una sorta di «coscienza morale» che lo assisteva spesso in ogni sua decisione… Un libro ben costruito, studiato, che ha stile. E non aggiungo altro per non rovinare ai lettori il gusto di scoprire, guidati da una voce narrante eccezionale, Socrate: l'uomo dietro al mito.
Lo avete già letto?

Erika Polimeni

Foto di Erika Polimeni- Segnalibro realizzato da Teresa Contestabile con la tecnica del Quilling

"Paula" di Isabel Allende

Ho conosciuto questa autrice perché era in lista fra le letture consigliate per l'estate quando frequentavo il Liceo. Ho conosciuto questa meravigliosa scrittrice cilena dal carattere forte e mi sono innamorata del suo stile, delle sue storie, tanto che, ormai, ho letto tutti i suoi libri...
Isabel Allende è la mia scrittrice preferita e "Paula" è il primo libro che di lei ho letto.

Non è un libro come gli altri; è la raccolta delle lettere che Isabel Allende scrisse durante le lunghissime ore passate in ospedale, accanto al letto di sua figlia, Paula. Sì, perché nel Dicembre 1991 la giovanissima Paula si ammala gravemente e, poco dopo, entra in coma. È così che Isabel, sotto il consiglio di un’amica, inizia a scriverle alcune lettere per mantenersi viva, per non cadere nell’abisso della disperazione, perché un giorno, al suo risveglio, Paula potrà leggerle. Scritte con lo stile inconfondibile dell’autrice, queste pagine raccontano l’infanzia di Isabel e le storie che non ha mai avuto occasione di raccontare; narrano il passato, il presente e di un non lontano futuro in cui madre e figlia potranno riabbracciarsi… o forse no.
Ma Isabel lo sa: “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.”

Autobiografico, reale, meravigliosamente commuovente ed emozionante. Dolcemente si resta travolti da una triste e penetrante storia, la cui trama profuma di materno e profondo amore, il cui ordito sono i fili d’oro della speranza. Un libro sicuramente da leggere...
Qual è il vostro scrittore o la vostra scrittrice preferito/a?

Erika Polimeni

Foto di Giuseppe Romeo

“Lo Stralisco” di Roberto Piumini

Mi presento: sono Erika… Erika con la K, mi raccomando! Mi piace leggere… E, se un libro mi piace, o lo regalo o lo consiglio. Inizia oggi per me questa avventura; ci ho pensato un po’ e ho deciso di presentarmi esattamente con il libro che mostro nella foto: “Lo Stralisco” di Roberto Piumini, illustrato da Cecco Mariniello. Non è stato facile trovarlo in libreria, ma non vedevo l’ora di leggerlo… Qualcun altro aveva letto qualche pagina per me durante una attività agli scout e me ne ero innamorata per la profondità del racconto e la bellezza delle parole.

Narra di un’amicizia vera e profonda; un racconto che fa riflettere su quanto sia bella la vita che ci è stata donata. La lettura è poetica e scorrevole; la storia è così affascinante che si resta subito intrappolati fra le pagine del libro. Il protagonista è Sakumat, un pittore cui è affidato il delicatissimo compito di affrescare le stanze del palazzo del Burban Ganuan, potente signore della terra di Nactumal, come regalo Madurer, l’unico figlio del Burban, affetto da una malattia rara per cui gli è impossibile esporsi alla luce del sole. Tra un affresco e un altro, fra Madurer e Sakumat, nascerà un’amicizia vera e intensa. Un dipinto lungo un anno, grazie al quale il pittore donerà a questo vivace undicenne di vedere il mondo fuori, con i suoi colori, i pascoli, i prati, il mare le farfalle e… lo Stralisco! Le descrizioni, luminose e ricche si colori, evocano paesaggi meravigliosi, e i dialoghi fra il pittore, il bambino e il padre sono ricchi d’insegnamenti preziosissimi. È un racconto senza tempo, meraviglioso, capace di emozionare e commuovere i lettori di ogni età.

Non potevo non scegliere questo libro per presentarmi e per ringraziare chi crede in me… Una persona solare, Carlotta, luminosa come lo Stralisco!

A presto!

Erika Polimeni